Chi è la vera Notre Dame De Paris di Victor Hugo?

Notre Dame de Paris di Victor Hugo era nella mia lista classici-da-leggere con cui ogni tanto mi sento in debito. L’occasione di rispolverare lista e romanzo me l’ha data un breve viaggio a Parigi di circa dieci giorni fa. Notre Dame facciata

Alla mia partenza ero già a buon punto della storia e dall’aereo di ritorno sono scesa tenendo stretto quel mattoncino di cinquecento pagine più della mia borsa.  Ero in quella fase in cui le pagine da leggere si lasciano centellinare per paura che la storia finisca troppo presto.

E pensare che è difficile che mi lanci a capofitto in una lettura così impegnativa. Non è di per sè la mole di pagine a farmela vivere come un’impresa insormontabile, ciò che mi infastidisce è il fatto che, trattandosi di un malloppo, deve avere l’esclusiva per almeno un mese.

Leggere ormai si sa è una delle mie passioni. Per i lettori compulsivi i libri hanno un’attrazione infedele. Più si legge, e più si leggerebbe, e così si inizia a bazzicare per autori, generi e temi. La lista dei libri da leggere si allunga, cambia forma ed è difficile darle un ordine di priorità. Ad un certo punto ci si trova con due, a volte tre, letture parallele e nel frattempo nascono nuovi amori per libri che sono assolutamente da leggere.

Quando però ho per le mani un testo che va oltre le trecento pagine, so che se lo voglio affrontare con lo spirito giusto è bene che riduca al minimo le divagazioni. Insomma in poche parole, come dicevo, devo essere disposta a concedergli l’esclusiva. E ora posso dire che per Notre Dame de Paris l’esclusiva è in realtà un onore per il lettore.

Quel che mi ha colpito subito di Notre Dame de Paris è il titolo. Dell’opera, come di tutti i classici, si trovano diverse traduzioni, ma il titolo resta sempre in francese, non viene tradotto. Non si trova in libreria una traduzione del romanzo intitolata Nostra Signora di Parigi o Notre Dame di Parigi, resta il de Paris. Il titolo invece cambia nella trasposizione cinematografica così come nella riduzione per ragazzi o bambini e diventa Il Gobbo di Notre Dame.

Altra questione è: la storia di Notre Dame de Paris nessuno la sa. Chi non ha letto il libro o non è stato spettatore di un adattamento cinematografico o teatrale, ha un’idea molto vaga di quel che succede. Si sa che c’è un gobbo, che è il campanaro della Cattedrale di Notre Dame e che in qualche modo, nonostante la sua bruttezza, dimostrerà di essere coraggioso e gentile come un supereroe.

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Quasimodo – il gobbo – in realtà non è un brutto qualsiasi, ma è talmente pieno di difetti che la gobba è l’ultimo dei suoi problemi. Giusto per farsi un’idea, basta prendere un pezzo della descrizione che Victor Hugo fa del suo volto: non cercheremo di dare al lettore un’idea di quel naso a tetraedro, di quella bocca a ferro di cavallo, di quel minuscolo occhio sinistro ostruito da un sopracciglio rosso mentre il destro spariva completamente sotto un’enorme verruca, di quei denti storti, sbrecciati qua e là, come i merli di una fortezza, di quel labbro calloso sul quale uno dei denti sporgeva.

Il gobbo è l’eroe ed il personaggio che più di tutti dà la svolta significativa alla vicenda e – pur non cercandola – ha l’occasione di trasformarsi da brutto disadattato a eroe gentile. Però Quasimodo è soltanto uno dei personaggi principali che ruotano intorno a Esmeralda, o più precisamente intorno alla bellezza di Esmeralda.

Esmeralda è una gitana che balla per le strade di Parigi. La sua bellezza non sta solo nell’aspetto fisico, è la grazia di un corpo di giovane donna a ritmo di musica, è il senso di libertà e di spontaneità artistica tipico dei gitani. Ciò che muove la storia di Notre Dame de Paris è la bellezza di Esmeralda. Della bella gitana si innamorano il campanaro Quasimodo, l’arcidiacono Claude Frollo, il capitato Phoebus de Chateaupers e il popolo intero.

E come sempre la bellezza crea attrazione e repulsione in tutto ciò che le sta intorno. Ha in sé una magia che può far ottenere la libertà o condannare alla prigionia. Attira il popolo in piazza per ammirare uno spettacolo prima e per chiedere la forca poi. La bellezza di Esmeralda è una forza che attrae a sé, con un impulso difficile da contrastare, tutti gli animi, da quello più puro del Gobbo a quello più oscuro del monaco nero. Notre Dame miniatura

Il passaggio più forte in cui Victor Hugo fa descrivere la bellezza di Esmeralda da Claude Frollo – arcidiacono in cui si accende la passione per Esmeralda dal momento in cui la vede danzare sul sagrato della cattedrale – credo sia questo: una creatura talmente bella che Dio l’avrebbe preferita alla Vergine, e l’avrebbe scelta per madre, e avrebbe voluto nascere da lei se fosse esistita quando s’era fatto uomo!

E di nuovo il mio pensiero torna al titolo del libro. Non è che Victor Hugo, dietro a quel Notre Dame, reso chiaro e inequivocabile dalle due maiuscole, ha forse voluto nascondere in qualche modo anche Esmeralda e la sua bellezza?

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Chi è la vera Notre Dame De Paris di Victor Hugo?ultima modifica: 2017-11-24T23:23:27+00:00da lesenedelase
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