Dieta missione impossibile? No, ma meglio in sharing

Se volete qualche scusa per non iniziare una dieta o per non proseguire nell’impresa vi prometto che qualcuno ne ho. Il patto però è che non li usiate a proviate invece a lanciarvi in questa avventura, pensando di condividerla con qualcuno. dieta 2

Va subito precisato che non avete scuse se:
1. consumate il vostro pasto quasi sempre a casa;
2. condividete le porzioni almeno con un’altra persona;
3. potete fare la spesa due/tre volte a settimana;
4. siete motivati, dotati di creatività e un minimo di organizzazione;
5. siete disposti a fare sport tre volte a settimana.

Che sono a dieta è ormai noto a tutte le persone che mi conoscono o mi hanno incrociata almeno una volta in prossimità di un pasto, da novembre scorso a questa parte. In questi mesi ho imparato che chi è a dieta sfinisce la vita al prossimo, chiunque sia senza distinzione alcuna, per fargli sapere che è dentro fino al collo in una fatica che sembra insostenibile. Quel che vi posso dire è che chi è a dieta in realtà si sente un po’ vittima di di un complotto.

Vivendo in un perenne stato di privazione e di ingegneristica organizzazione della propria vita, si diventa un pochino suscettibili a qualsiasi osservazione su ciò che si può o non si può mangiare. Non giudicate quel che mangiamo, non lo abbiamo scelto noi, stiamo seguendo o cercando di seguire le indicazioni di uno specialista che ha valutato un programma appositamente per noi con obiettivi e indicazioni che, si sa, non possono essere uguali per tutti. dieta 1

Il primo problema da affrontare per chi ha deciso di mettersi a dieta è assimilare una ricca lista di privazioni e accorgimenti. Voi che non siete a dieta evitate di metterle in discussione o anche solo banalizzarle, perché potreste vedere il povero malcapitato sciogliersi come un gelato sotto il sole di agosto. (Faccio finta di non aver scritto gelato!)

Beh insomma io ci sto provando, ed ho avuto i miei risultati, consapevole che nel mio caso è un processo lento, fatto di divieti significativi e di grammature impegnative sia nell’abbondare in dosi di verdure, sia nel drastico taglio dei carboidrati, che sono per me in questo percorso l’ancora di salvezza della motivazione.

Non è stato semplice conciliare l’esigenza di pranzare fuori garantendosi sempre un pasto completo di proteine, verdura e carboidrati. Ma la soluzione si trova ed è portarsi un pasto preparato a casa. Il problema principale è organizzarsi con le proteine. Ho risolto alternando per il pranzo pietanze trasportabili come uova, legumi, formaggi magri e salumi. E’ un po’ difficile portarsi una bistecca d’asporto, lascio quindi carne e pesce per la sera.

Per la spesa ho un’organizzazione quasi militare, con una lista molto precisa per evitare sprechi, monotonia e il frigo deserto. E’ bene però che dietisti e dietologi sappiano che in commercio alcune soluzioni non esistono come: yogurt greco parzialmente scremato in formato da 125 gr, mozzarella da 60 gr, affettato in busta da 60 gr (io non ho il coraggio di ordinare al banco meno di un etto di salume). Difficile anche trovare 30 o 50 gr di pane. dieta 3

La dieta richiede impegno, costanza e creatività, elementi difficili da conciliare con grammature impossibili da reperire in monoporzione sul mercato. Una soluzione interessante per evitare sprechi e mantenere la famosa varietà nella dieta può essere una dieta in sharing.

Se ancora non avete un compagno di dieta, non mollate le soluzioni si trovano, richiederanno qualche impegno in più, ma importante è tenere alta la motivazione. Sfinite il vostro medico di domande e perplessità organizzative e non solo, in attesa che magari qualche produttore di latticini possa venirvi incontro inventando la mozzarella miny. E se invece trovaste qualcuno nella sala d’attesa che non aspetta altro che una proposta di condivisione?

Dieta missione impossibile? No, ma meglio in sharingultima modifica: 2016-09-12T19:09:42+00:00da lesenedelase
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