Il sogno di tornare in Cornovaglia l’ho realizzato scrivendo

Sabato 10 giugno sono rientrata dal mio viaggio da sogno in Cornovaglia e ancora ho negli occhi la bellezza di quel che ho visto e nel cuore un’inquieta pace difficile da descrivere. Ho realizzato quel che sembrava solo un sogno grazie alla scrittura.sogno cornovaglia 1-min

Ad inizio 2016, stregata dal film Questione di tempo, avevo un sogno: visitare la Cornovaglia. A giugno 2016 ci sono stata e da allora non faccio che pensare a tutti i posti che ho visto e alla ricchezza di quel che c’è da scoprire e da vivere in quell’angolo di Inghilterra. Così il sogno è diventato tornare in Cornovaglia.

Parlo di sogno e non di semplice desiderio. Un viaggio nella punta sud ovest dell’Inghilterra non sembra un’esperienza poi così irrealizzabile. Eppure a volte per me nel mondo dei sogni stanno proprio cose che non sono così impossibili. Rimando, penso che non sia il momento più adatto, aspetto di trovare la compagnia giusta o di avere quei quattro soldi o due giorni di ferie in più.

Ma un giorno, esattamente il 28 marzo 2017, ho preso una vecchia agenda e ho cominciato a scrivere, a buttar giù qualche idea e ora, tornata da questo viaggio che tanto sognavo, rileggo tra le prime righe di quel diario: ho deciso di scrivere di come questa ipotesi di viaggio prende forma, perché, che questo viaggio poi lo faccia o meno, voglio che resti traccia per me di come sono andate le cose.

Da quando ho un profilo su Twitter i post che seguo più assiduamente sono quelli che parlano della Cornovaglia. Immagini di spiagge, scogliere a picco sull’oceano, verdi tappeti ondulati e fiori colorati, gallerie d’arte, castelli, fari, eventi e fiere mi tengono in contatto con la Cornovaglia e hanno il potere di farmi sentire lì per qualche secondo riaccendendo ogni giorno il desiderio di tornarci.

Rileggendo il mio diario pre-viaggio trovo: se scrivere è documentare, fare chiarezza e trattenere un ragionamento o un ricordo, questa mi sembra l’occasione migliore. Prendere carta e penna mi ha permesso di affrontare il sogno in maniera più concreta andando oltre il semplice sognare ad occhi aperti, provando a definire il come e quando, con chi e con quale budget questo viaggio avrebbe potuto essere.

Da subito è stato chiaro che il periodo perfetto sarebbe stato dall’1 al 10 giugno e, approfittando del ponte del 2 giugno, sarei stata via dieci prendendone solo sei di ferie. Un po’ meno è stato invece convincersi che questo viaggio era fattibile con un budget contenuto (entro i mille euro) e soprattutto che fossi in grado di farlo da sola.

Ho provato a fare una lista delle spese, a cercare tour organizzati, a proporre il viaggio ad amici e parenti e a capire come tornare in posti per me imprescindibili come St Ives e il faro di Godrevy. Così presto sono arrivata alla conclusione che l’unico modo per dedicare tutti i giorni alla Cornovaglia era organizzarmi un tour su misura e che era da escludere l’ipotesi di prendere un’auto a noleggio. Lì guidare non è molto agevole, le strade sono strette e bisogna adattarsi alla guida a sinistra e assumersi da sola il costo del noleggio sarebbe stata una spesa eccessiva.

Scrivendo mi rendevo conto che più azzardavo dettagli organizzativi e più intensa si faceva la lotta tra il desiderio di realizzare questo sogno e il freno a mano che mi impediva di dare a me stessa quel nulla osta con cui dire “ok prenota”.

Lo scoglio più duro è stato convincersi di fare questa esperienza in solitudine, tutti mi dicevano che sarebbe stato meglio partire con qualcuno. Ma non sempre c’è qualcuno disposto a condividere le cose con te, nel periodo che tu ritieni perfetto, nel posto in cui sogni di tornare da un anno.

Nel diario di viaggio dello scorso anno, pur apprezzando la compagnia e la guida di chi era con me, spesso ho scritto di quanto mi pesavano i ritmi del gruppo e fosse difficile trovare negli altri lo stesso modo di vivere il viaggio e il luogo. Nessuno di loro era stregato dalla Cornovaglia così come lo sono inspiegabilmente io, anche oggi che sono appena tornata.

sogno cornovaglia 2-minPrima di partire un’amica mi ha regalato il libro Io viaggio da sola di Maria Perosino, e proprio lì ho trovato la consapevolezza che mi ha trascinato oltre le perplessità di consegnare me stessa, da sola, ad un’esperienza così intensa come il viaggio che tanto sognavo: L’espressione io viaggio da sola non è sinonimo di viaggio solitario. La solitudine non è uno stato d’animo da cercare o da fuggire, è banalmente, uno stato di famiglia, magari temporaneo ma intanto quello è. Se si parte da questo presupposto, tutto diventa più facile. Diventa più facile perché la si smette di rimandare, di dirsi come sarebbe bello (entrare, fare, mangiare…). La si smette di risparmiarsi, e risparmiare, in vista di altre occasioni che potrebbero capitare ma anche no.

E se ho preso e sono partita lo devo principalmente a quel piccolo diario che ho inaugurato a marzo. Lì ho messo nero su bianco non tanto i presupposti del mio desiderio, che forse ancora non ho trovato. La volontà di tornare in Cornovaglia era forte. Il problema erano le resistenze che pian piano scrivendo sono svanite e che oggi quasi mi sembrano stupide, ma facevano parte di me in quei giorni. Alcune mi accompagnano ancora, non tutte, ma non mi hanno più paralizzata al punto di impedirmi, il 6 aprile, di iniziare a prenotare aereo, treno, ostelli e tutto ciò che andava fissato per tempo.

Oltre a quel diario, ora c’è un fitto diario di viaggio. Ed è forse anche grazie all’essere in viaggio sola con me stessa, che ho potuto passare circa un’ora al giorno a scrivere, nonostante mi costasse fatica con addosso la stanchezza di giornate intense che andava accumulandosi.

Le ultime parole che ho scritto il primo giugno a poche ore dal volo per Londra sono: Questo diario si chiude qui, con la realizzazione di un sogno che all’inizio sembrava poco probabile. Ho vinto, anzi ha vinto la Cornovaglia, ha vinto la scrittura. Ora inizia l’avventura e un nuovo diario, quello del viaggio. TO BE CONTINUED!

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Il sogno di tornare in Cornovaglia l’ho realizzato scrivendoultima modifica: 2017-06-12T23:03:23+00:00da lesenedelase
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