La paranza dei bambini di Roberto Saviano

La paranza dei bambini di Roberto Saviano è la storia di un gruppo di sedicenni che prova ad inserirsi nel sistema della criminalità organizzata di Forcella, quartiere di Napoli. L’obiettivo è costituire un nuovo clan e ottenere il controllo del territorio nella zona della città partenopea dove il Marajà, Lollipop, Drone, Biscottino, Tucano e gli altri vivono e passano gran parte del tempo. reti pesca

Non si tratta di ragazzi ai margini, né hanno genitori al servizio della malavita. Sono dei normalissimi inquieti adolescenti: scorrazzano per le vie in sella ad uno scooter, frequentano svogliatamente la scuola, giocano con la Playstation e hanno qualche ragazza a cui ronzare intorno.

Inizialmente si prestano come manodopera spicciola delle famiglie camorriste che gestiscono il traffico di droga nel quartiere. In cambio vogliono soldi e un privé – un tavolo sempre riservato – nel locale di tendenza sul lungomare di Posillipo.

Le ambizioni si spingono presto più in là. La paranza deve guadagnare terreno nel mercato dei boss, approfittando del fatto che i vertici del Sistema da un po’ hanno iniziato ad indebolirsi. Processi, pentiti, andirivieni dal carcere, faide, restrizioni dei domiciliari, ma anche età e salute, sono tutti fattori che giocano decisamente a favore di nuove scalpitanti reclute.

Paranza è il nome di barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce. Il nuovo sole è elettrico, la luce occupa l’acqua, ne prende possesso, e i pesci la cercano, le danno fiducia“.

La leadership della paranza dei bambini è in mano a Nicolas. Si fa chiamare il Marajà e al gruppo promette potere e soldi facili. Tiene tutti in scacco con un codice d’onore e appartenenza che non ammette eccezioni e, se necessario, decreta pesanti punizioni.

Il Marajà è un grande osservatore e nella sua mente la meta è ben chiara, è soltanto il piano che va costantemente rivisto e aggiornato. Nicolas è un capo determinato e spietato, tratta con i vecchi boss, inizia i paranzini alle armi, stabilisce le regole del gioco ed è sempre a lui che va chiesto quale sarà la prossima mossa.

Il libro dà ampio spazio a quella che può essere considerata una protagonista trasversale: la rete dei social. Una foto postata su Facebook o un video caricato su Youtube dice da che parte stai e dove vuoi arrivare. Ogni post è un collante che rinforza l’immagine che si vuole dare di sé, dell’appartenenza al gruppo e di come ci si posiziona nell’arena dei clan. Nelle chat di Whatsapp viene dato il comando che richiama al covo tutti i membri del gruppo o fa scattare, quasi come premendo un pulsante, il piano d’attacco o la ritirata.

meduseLa narrazione svela una storia che non ha bisogno di interpretazioni, né spettacolarizzazioni. Probabilmente non è molto distante dalla realtà. Il lettore si arrende rimanendo incollato alle pagine che scorrono. Raid di estorsioni, rapine, bersagli umani ed esecuzioni intervallati da brindisi di Moët & Chandon e sfide alla Playstation.

La pausa nella lettura s’impone solo laddove ciò che succede è un pugno nello stomaco o semplicemente quel crescendo di azioni violente e sfacciate, che non si ferma di fronte a niente e a nessuno, sembra inarrestabile ed è troppo, così tutto insieme.

“Stare nella reggia a fianco a chi comanda vale la pena sempre, io voglio stare vicino ai re, mi so’ rotto di stare vicino a chi non conta ‘nu cazzo”.

Roberto Saviano sarà a Bergamo al Teatro Donizetti il 18 aprile 2017, come ospite d’onore della 33ma edizione del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo e della 58ma edizione della Fiera dei Librai.

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La paranza dei bambini di Roberto Savianoultima modifica: 2017-04-07T19:45:04+00:00da lesenedelase
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