Viaggio a Spalato: Stari Grad e la vasca dei pesci di Petar Hektorović

Il quarto giorno di viaggio a Spalato, nel pomeriggio, da Hvar città mi sposto a Stari Grad con il bus, sono alla ricerca della seconda meta letteraria di oggi: la vasca dei pesci del poeta Petar Hektorović. Vasca pesci Hektorovic - Stari Grad

Hvar è l’unica isola di cui avevo letto qualcosa prima di partire. Scrivendo “Hvar” nella barra di ricerca di Google tra le foto che segnalano i punti di interesse si intravede il portico di una casa che gira intorno ad una vasca piena d’acqua. Si tratta del Tvrdalj Castle, la casa che il poeta Petar Hektorović ha fatto costruire in centro a Stari Grad.

La sola idea che uno scrittore abbia voluto nel suo giardino una vasca per i pesci – ancora oggi intatta dopo più di mezzo millennio – l’ho presa come un invito che non potevo rifiutare. Ha fatto scattare in me quella molla con l’etichetta: “io là ci voglio andare“.

Il bus risale la collina in direzione opposta rispetto al porto di Hvar città. Per arrivare a Stari Grad si resta piuttosto alti rispetto al mare, si attraversa un paesaggio selvaggio, da un lato rocce striate di rosso e verde intenso della vegetazione spontanea, dall’altro l’abbagliante blu della vista mare è da incollarsi ai finestrini. Stari Grad 2

Prima di rientrare nell’entroterra e prendere la galleria in discesa al golfo di Stari Grad il bus fa un paio di fermate e alcuni passeggeri si alzano ed effettivamente si incollano al finestrino per vedere che c’è là sotto. La fermata è sul lato mare e vista da qui sembra che dietro non possa che esserci un dirupo. Solo più tardi sulla Rough Guide scopro che si può scendere al paese di Milna che a giudicare dalla posizione dev’essere uno di quei piccoli paradisi isolati da gran parte della civiltà, che tanto piacciono a me. Questo paesaggio mi ricorda un po’ la costa ovest dell’isola d’Elba.

Al mio arrivo a Stari Grad vengo catapultata in una scena da caccia al tesoro. Quattro pagine di un libro svolazzano a pochi centimetri dai miei piedi. Le raccolgo. Si tratta di un libro scritto in tedesco con un carattere un po’ gotico, la carta è spessa e ingiallita e il lato della rilegatura è scuro, sembrerebbe quasi bruciato.

La prima reazione è ributtare quel pezzo di libro a terra. Per quanto affascinante non saprei cosa farmene. Poi però ci ripenso – non solo perché di solito non è da me buttare carte per terra – più che altro è strano questo ritrovamento, non un libro intero, ma solo delle pagine, non un libro in croato, ma in tedesco, non delle sottili pagine singole di una edizione economica di cui è facile che si sgualcisca la colla, ma dei fogli spessi rilegati a graffetta, non una scrittura con un font lineare, ma un carattere talmente gotico da sembrare quello di un editto in epoca medievale. Stari Grad

Al momento mi sfugge un senso che potrei dare a quello che ha tutta l’aria di essere un indizio molto preciso, del resto vengo dalla casa di un poeta e sto cercando la casa di un altro poeta. Quel che è certo è che al mio rientro ne farò un segnalibro in ricordo di questo viaggio. Metto le quattro pagine al sicuro nel libro che sto leggendo e proseguo il cammino.

In giro c’è solo qualche turista, Stari Grad si potrebbe dire un paese fantasma, un bellissimo paese fantasma. Ma un segnale inequivocabile ridà consistenza alla presenza umana: gli invianti profumini tipici di chi sta spadellando per preparare un buon pranzo. Anche qui case di pietra a vista molto curate e ornate di rampicanti e fiori. Ogni tanto una piazza e una chiesa circondate da un fitto labirinto di vicoli.

L’ingresso al castello (Tvrdalj) di Petar Hektorović si riconosce dal mezzo busto che si trova a pochi passi dalla portone. Nella scultura di ferro il poeta ha un’espressione tra il pensante e il contemplativo, con una mano che sostiene il mento e, dando le spalle al palazzo, lo sguardo è rivolto verso il mare, ovvero oltre la cinquantina di metri che si precorrono attraversando la piazza per arrivare sulla Riva (il lungomare croato).

Vasca pesci 2 Hektorovic - Stari GradIl portico che racchiude la vasca accoglie il visitatore che si affaccia sul giardino della costruzione. Quel che colpisce è il colore dell’acqua. E’ smeraldo e il gioco luci ombre che si crea girando intorno alla vasca la rende a volte verde a volte blu con venature argentee. Intorno sono chiaramente visibili le iscrizioni in latino e croato che lo stesso poeta ha voluto far incidere nella pietra. Non è difficile intuire che il castello è una costruzione a cui Hektorovic si è dedicato con molta passione.

Lui stesso all’inizio de La pesca e i discorsi dei pescatori (1568), l’opera letteraria che lo ha reso celebre, definisce il Tvrdalj un luogo dove poter vivere tranquillo, dove riposare. Un posto che lo ha conquistato e che lo affascina al punto di sentirsi completamente preso dalla sua costruzione. Sul sito del Centro Interuniversitario Internazionale di Studi sul Viaggio Adriatico si trova l’intera opera in lingua italiana, grazie al lavoro di traduzione di Sara Trampuz del 2007.

I pesci, nonostante si trovino in uno spazio ristretto, sono belli vispi. Non hanno per nulla l’aria annoiata dei pesci da acquario. A volte sembrano tantissimi e riempiono tutto lo spazio a volte sembrano giocare a nascondino. Poi penso a quei pochi pesci rossi che ogni tanto ho avuto da piccola e mi chiedo quanto sia impegnativo creare un ricambio di tutta quest’acqua.

Chiedo alla giovane custode, che sembra non aspettare altro. Racconta che la casa e la piazza antistante sono state costruite sul mare. Questo ha permesso di predisporre un collegamento con il mare, studiato apposta e voluto dallo stesso Hektorović, perché i pesci possano entrare ed uscire spontaneamente dalla vasca. Questo spazio è un rifugio, perché nell’acqua di questa piccola oasi si crea un microclima molto gradevole per loro soprattutto d’estate.

Stari Grad - RivaDel castello sono visitabili anche il giardino con un verde pergolato, una piccola terrazza e una stanza dove sono raccolti ed esposti attrezzi agricoli e da cucina appartenuti ed utilizzati dagli abitanti del paese.

E’ a questo piccolo angolo etnografico che sono dedicate le poche e uniche righe del foglio A4 consegnato all’ingresso. Della vasca invece – principale attrattiva per visitatori di mezza Europa – nessuna didascalia, solo una cartolina. Nei musei da queste parti andrebbe fatto un upgrade. Qui come a casa di Lucić non c’è un bookshop, un libro, uno straccio di opuscolo sulla casa, la vita del poeta o la pubblicazione delle sue opera principali.

Il resto del pomeriggio (un paio d’ore) lo trascorro in spiaggia. Trovo una piccola baia uscendo dal centro di Stari Grad seguendo la banchina del ramo sinistro del lungomare. La posizione si rivela ideale anche per raggiungere a piedi l’attracco dei traghetti. La giornata si conclude la traversata in traghetto di due ore, in compagnia di un corteo di allegri e innocui tifosi dell’Hajduk Spalato, e una tranquilla serata casalinga.

Spalato, 24 agosto 2017

© Riproduzione riservata – Immagini de La Sere

Viaggio a Spalato: Stari Grad e la vasca dei pesci di Petar Hektorovićultima modifica: 2017-10-12T22:26:36+00:00da lesenedelase
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