Volo sulle mura di Bergamo appesa alla teleferica

Archiviati gli infradito, la bici e le cene sul terrazzo, per non lasciarmi troppo travolgere dal lutto estivo, ho rovistato tra i buoni propositi del rientro e ho trovato: la teleferica delle mura di Bergamo. teleferica bg 2

L’idea che si possa provare anche solo per poco la sensazione di essere sospesi nell’aria mi ha sempre stuzzicato. Escludendo, almeno per il momento, tutto ciò che è paracadute, parapendio, banjee jumping e tuta alare, la mia città mi è venuta incontro con la teleferica. Non me la sentivo proprio di rifiutare l’invito.

Certo, pochi secondi prima di essere lanciata come un sacco di patate sospeso nel vuoto quando mi è stato detto “tieniti bene qui con le mani”, la mia mente ha passato in rassegna quattro o cinque pensieri catastrofici per un immediato ripensamento, ma ormai era troppo tardi.

Ad inventarsi l’infernale attrazione cittadina è stato il Parco Avventura di Bergamo, che quest’estate ha attaccato un filo lungo circa duecento metri da cui guardare, sospesi, un tratto delle mura e della città. Una spinta come slancio iniziale dallo staff e via per il breve viaggio con imbrago e caschetto. Il resto lo fa il peso del corpo e una lieve pendenza del filo al quale si è appesi praticamente come un carico di legna. Nei pochi minuti di volo il segreto è tenersi ben saldi con le mani alle funi, lasciare le gambe a penzoloni e non pensare ad altro che godersi il paesaggio.

Se si dovesse scegliere una colonna sonora adatta, completerei il tutto con il sound di Kids degli One Repubblic o Let me love you di Dj Snake feat. Justin Bieber. Non male come botta di adrenalina per battezzare l’inizio del weekend o per chiudere in bellezza.

teleferica bg 1Ma se pensate, come ho fatto io, che il tutto finisca quando rimettete i piedi sulla pedana di arrivo con le gambe ancora tremolanti, sappiate che la vera prova deve ancora venire: scendere dall’impalcatura usando la scaletta di corda di circa tre metri. Potreste rimpiangere il manuale delle giovani marmotte o il non avere nel curriculum un campo scout. Senza fretta, è vero le vostre gambe sembrano quelle di Pinocchio, ma tranquilli sopravvivono tutti, anche chi, come me, ancora cerca quella confidenza con la propria agilità. Pensate che la maggior parte dei vostri compagni di avventura presto si metterà in fila addirittura per il secondo giro.

Scendendo vi sentirete finalmente al sicuro e come degli eroi con orgoglio ritornerete alla base di partenza a piedi percorrendo il breve tratto delle mura, in zona Porta San Giacomo, con tanto di imbragatura e caschetto. Il massimo dell’eleganza, se lo fate nel pieno della serata sfilando davanti agli occhi, forse un po’ straniti di chi, tutto in ghingheri, sta facendo due passi appena uscito dal ristorante.

 

Volo sulle mura di Bergamo appesa alla telefericaultima modifica: 2016-09-23T23:47:16+00:00da lesenedelase
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