7 motivi per non lamentarmi del 2020

Se il 2020 rimarrà tristemente noto per il Coronavirus e una lunga scia di limitazioni, disgrazie e occasioni perse, per fare il mio bilancio di fine anno ho pensato ad almeno 7 motivi per non lamentarmi di questa annata funesta. specchio neve

Il 2020 è iniziato più o meno come sempre: un breve viaggio, poi il rientro, i sabati a camminare nella neve sul Monte Pora e quando la quotidianità si fa più pesante prenoto ben due viaggi di primavera: Zermatt a marzo e Vienna ad aprile. Ma il Covid19 impone un brusco cambio di rotta e va ben oltre il semplice annullare qualsiasi programma. Da marzo inizia l’epoca del #iorestoacasa e fino a maggio sto rinchiusa in casa come quasi tutti nel mondo. Intanto Bergamo, la mia città, viene messa a dura prova dalla prima ondata di disperazione e morte di questo terribile virus.

Il primo motivo per non lamentarmi sono la resilienza e la creatività, due molle silenziose ma potenti che ancora mi accompagnano nei giorni di reclusione. Trasformare la casa nel luogo dove si svolge gran parte della mia vita, incluso lavoro, palestra e tempo libero è la sfida principale dell’anno. In un tempo in cui è difficile fare programmi, vivere nel presente mi ha aiuta a non arrendermi. Ogni giorno mi do una routine e allo stesso tempo invento piccole varianti. Lavoro, leggo, scrivo, cucino, riordino casa, quando è possibile faccio lunghe camminate e poi metto la radio a tutto volume, perché non siamo in castigo! Canto, ballo, sperimento trattamenti beauty e riscopro o butto vecchie cose, cambio supermercato, esco a prendere pranzo o cena in take away. Idee ce ne sono e poche volte sento di annoiarmi o aver perso tempo, è così che alleggerisco il vuoto dell’immobilità del dover stare a lungo nello stesso posto e vivere un’epoca di grande incertezza.

Altri tre motivi li trovo in questo blog. Per un po’ scelgo di non parlare di viaggi sia perché non viaggio e sia perché recensire libri di viaggio – uno dei temi che avevo previsto di approfondire quest’anno –  mi sembra anacronistico e irrispettoso. Come si può parlare di luoghi e vagabondaggi nei mesi in cui ci è chiesto di stare a casa? Il secondo motivo quindi é riuscire a raccontare i tempi della pandemia scrivendo lettere a me stessa. Inizialmente non voglio dare spazio al coronavirus in questo blog, è una realtà troppo negativa e un tema difficile da affrontare, ma poi sento il bisogno di raccontare. Per evitare polemica, sfiducia o presunzione di saggezza scelgo di narrare a me stessa, quasi come ad un diario, ciò che cambia nella mia vita. Diventa importante fare memoria e trovare nel racconto un significato, è un sostegno per non disperare.

Il terzo e quarto motivo hanno a che fare con il blog ma non con la pandemia, sono delle novità e dei buoni propositi di inizio anno. Il primo è The Travel Writer’s Way di Jonathan Lorie, un manuale sulla scrittura di viaggio edito solo in lingua inglese, è il primo libro non in italiano che recensisco. La seconda novità è la recensione di Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron, che è in assoluto uno dei miei libri preferiti. Finora non avevo mai scritto dei miei libri preferiti, anzi avevo proprio evitato di trattarli, temevo di non riuscire a renderne l’essenza e rovinare così ciò che li rende preziosi. Ma la pandemia ha rinforzato il desiderio di circondarmi di letture piacevoli, così ho recuperato quest’idea e pian piano vorrei ospitarne qui altri.

camino e rondiniIl quinto motivo è un’opportunità unica che non so quando mi ricapiterà, è il mio mese di smartworking sul lago di Garda. Da inizio giugno vivo cinque settimane a Manerba del Garda, è in assoluto la prima volta che trasloco la mia quotidianità altrove. Questa esperienza mi aiuta a decentrarmi da casa dopo tre mesi di lockdown. Lì ritrovo la gioia della scoperta di nuovi luoghi e la spensieratezza del sole e dell’acqua, alleggerendo per un po’ l’incertezza del tempo a venire.

Il sesto motivo per cui non mi lamenterò mai di questo anno è il Cervino. Partire per Cervinia rappresenta la gioia di tornare a viaggiare, ricordo ancora con quale entusiasmo il 18 luglio ho fatto la valigia e mi sono messa in viaggio per la Val d’Aosta. Quel giorno vedere la punta del Cervino già ad Antey Saint André è stata una folgorazione, un richiamo a cui ho dedicato un post anche qui. È ancora talmente forte che ogni tanto spio il Cervino dalle webcam di Cervinia o di Zermatt.

Il settimo motivo è la consapevolezza di avere tutto ciò che è importante per poter vivere questo tempo difficile con una certa tranquillità. La mia casa, questo spazio tutto mio che è stato claustrofobico in alcuni momenti, è e resta il mio rifugio. Il lavoro, l’aspetto più sofferto in questo anno tra smartworking e dinamiche di potere difficili da accettare, nonostante tutto c’è e c’è sempre stato e ha tenuto impegnata la mia testa nei tempi in cui le notizie di disperazione nella mia città sembravano senza fondo. E infine la cosa più importante: la salute mia e dei miei cari e la fortuna di vivere tutti qui a pochi chilometri di distanza.

Con questo motivo, in sé più che sufficiente per non lamentarmi, io il 2020 nonostante tutto lo ringrazio e lo saluto augurando a tutti un Buon 2021!

© Riproduzione riservata – Immagini de La Sere

7 motivi per non lamentarmi del 2020ultima modifica: 2020-12-30T22:29:01+01:00da lesenedelase
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento