Camminare. Elogio dei sentieri e della lentezza di David Le Breton

Camminare. Elogio dei sentieri e della lentezza di David Le Breton è un saggio filosofico sulla dimensione del muoversi a piedi intesa come segmento di libertà e percorso lento che e immerge totalmente nello spazio circostante. Monte Pora

Restituire incanto al tempo e allo spazio dell’esistenza, richiede di uscire di casa e abbandonare la strada battuta dove talvolta si disperde il gusto di vivere.

In una società in cui mezzi più veloci sono alla portata di tutti, mettersi in cammino è il modo anacronistico di spostarsi contando solo sulle risorse del proprio corpo. Il cammino, quando non è condizionato da uno stato di necessità, esprime la determinazione di un ritorno alla condizione fisica più semplice e naturale per l’uomo.

Per Le Breton camminare è un gesto ad altezza d’uomo, un’azione in cui volutamente si rallenta per abbracciare il mondo da una prospettiva più spontanea e piena. Mettersi in cammino è un atto di resistenza, ci si spoglia di ruoli e impegni per prendersi una pausa di inutilità e scegliere l’astrazione da un contesto impregnato di velocità, rendimento, efficienza e comfort.

L’uomo che si annoiava a casa non è lo stesso che ora cammina col naso per aria, aperto alle sollecitazioni del suo percorso.

Inoltrarsi a piedi in un luogo significa affidare mente e corpo al mondo con la libertà di un nudo procedere che riscopre l’umile consapevolezza di essere piccoli di fronte all’universo. È così che chi cammina può meravigliarsi di fronte alla bellezza di un paesaggio, si lascia incuriosire da forme e colori, si sente più vicino al cielo o completamente avvolto dall’immensità. Camminare è anche accettare di esporsi al rischio di temporali e notti buie, vagare con la paura di perdersi, ferirsi e non trovare soccorso, incontrare animali o cedere alla stanchezza.

Le Breton racconta il camminare rovistando tra idee e narrazioni di letterati, viaggiatori e filosofi. Throeau, Rousseau, Hesse, Stevenson, Bouvier, Benuzzi, Walser e altri hanno già raccontato la dimensione del muoversi a piedi e tutti considerano il cammino – che sia la solita passeggiata, un lungo viaggio a piedi o un giro in città – un’esperienza umana unica e ricca di significati: percorso sensoriale, occasione di socialità, fonte di ispirazione, cambiamento e opportunità spirituale.

Chi cammina si muove in una prospettiva di ricerca e fusione, di prova e illuminazione. Ogni cammino è una fuga e un patto di fiducia incondizionata con tutto ciò che un’avventura comporta: fatica, paura, meraviglia e rinascita. Il procedere lento e recettivo non è mai tempo sprecato, ma occasione certa di scoperta e crescita che include un continuo rinnovarsi del desiderio di rimettersi presto in cammino.

Ciò che importa non è il cammino, ma ciò che il camminatore ne fa.

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Camminare. Elogio dei sentieri e della lentezza di David Le Bretonultima modifica: 2020-05-30T22:14:35+02:00da lesenedelase
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