Ciao estate! Giornata on the road in Valtènesi

Se ripenso a giugno 2020, il mese in cui ho traslocato con lo smart working sul lago di Garda, mi rendo conto che la mia mente non sa guardare né avanti né indietro. Prima era terrorizzata dal vuoto che avrebbe lasciato questa esperienza e poi se ne è sbarazzata fin troppo in fretta. Così qualche giorno fa le ho teso una trappola: per salutare l’estate sono tornata a Manerba del Garda. molo padenghe

Come ho già scritto qui, dopo il lockdown e quasi tre mesi di smart working, pregustando l’estate a fine maggio ho deciso di decentrarmi dai miei luoghi e andare a vivere un mese al lago. Alla fine di quel periodo ho sentito una nostalgia che immaginavo difficile da rimpiazzare, poi in pochi giorni quel mese è completamente sparito dai miei pensieri. Ma qualche giorno fa, l’ultimo sabato d’estate, ho deciso di sfidare memoria e nostalgia improvvisando un piccolo on the road sul Garda in zona Valtènesi.

Il 6 luglio dopo cinque settimane a due passi dal lago di Garda, restituire le chiavi dell’appartamento di Manerba è stata una sconfitta, un po’ come quando si torna da un viaggio e cercare di infilarsi nella solita routine sembra chiudere la porta in faccia al tentativo di una vita diversa. Ero triste e disorientata e l’abbraccio di casa è stato per fortuna più confortante del previsto. Un po’ mi era mancata casa mia, soprattutto la sera, quando viene buio ovunque sia tornerei sempre a casa.

E’ pur vero che di lì a pochi giorni sono partita di nuovo. Per metà luglio avevo previsto già da tempo una settimana di ferie. E vivere altrove, dopo più di due mesi di vita da rifugio anti-atomico casalingo, mi ha restituito fiducia e voglia di rimettermi in viaggio nonostante il clima di assedio da Covid19. Il 18 luglio ho infilato il trolley in macchina e sono partita per Breuil-Cervinia. Il 26 al mio rientro ero già un’infedele. Non avevo più nessun pensiero per il lago di Garda, la nostalgia c’era ed era forte ma tutta indirizzata al Cervino. Se pensavo ad un luogo in cui avrei voluto essere la mente correva subito ai piedi del Cervino, non sul lago di Garda, e così è stato fino a qualche giorno fa. spiaggia San Sivino - Manerba

Ogni tanto mi sono sforzata di ricordare a me stessa quel mese trascorso a Manerba, ho innescato il ricordo per mettere a fuoco un’immagine poco nitida. Ho tentato di capire dove si fosse infilato quel mese nella mia memoria, sembrava svanito come un tempo lontano o un pezzo di un’esistenza non mia. Volevo scuotere la mia mente, c’era da vergognarsi al pensiero che in così poco tempo avesse archiviato quell’esperienza in un angolo buio e polveroso!

Insomma Manerba è stata la prima volta in cui sono stata così a lungo in un luogo che non fosse casa. Per cinque settimane ho abitato lì e allo stesso tempo ero in viaggio. Ho lavorato, letto e scritto come a casa ma appena possibile sono partita a piedi o in macchina e sono andata ad esplorare la Valtènesi: spiagge, porti, strade di campagna, punti panoramici, isole e paesi sul lago.

E poi vivere al lago subito dopo il lockdown è stato terapeutico perché sono riuscita a decentrarmi da casa dopo due mesi in cui la vita era interamente condizionata dal #iorestoacasa, cristallizzata nell’unica certezza e possibilità di dover stare chiusa in casa. A Manerba ho ripreso contatto con il mondo, sono tornata nei negozi, al ristorante, in spiaggia, in chiesa e a vivere il mondo non solo come quel posto là fuori dove c’è un virus, ma come il mondo che era prima di questa guerra, che è stato comunque anche senza di noi e che dopo il lockdown doveva riprendere vita grazie a noi, al nostro riaffacciarci a quella vita normale che purtroppo ad oggi ancora del tutto normale non è.

Ora, passato agosto, finite le ferie e i weekend in Val di Ledro, quel pezzo di lago di Garda è tornato a trovarmi nella memoria e mi morde con la sua nostalgia. Così ho deciso di dedicargli il saluto all’estate. Sabato 19 settembre, l’ultimo e caldissimo sabato dell’estate 2020, mi sono alzata presto, ho infilato in macchina la borsa mare e sono andata a riprendermi il mio mese a Manerba, ho deciso di chiudere l’estate – tra l’altro a metà settembre è finito anche lo smart working – con una giornata on the road in Valtènesi. Rocca di Manerba

Ma per non creare un nostalgia-day ho fatto un mix di luoghi conosciuti e nuove scoperte. Ho alternato camminate nostalgiche e vita da spiaggia. Sono tornata a passeggiare tra le conchiglie di lago sulla spiaggia di San Sivino e ho rifatto la salita alla rocca di Manerba e in mezzo ci ho infilato tappe di sole e bagni suddivise in tre spiagge: lungolago di Padenghe, spiaggia di Pisenze a Manerba e Baia del Vento a San Felice del Benaco. Per pranzo una piadina al Porto Dusano, sul finale uno sguardo al golfo di Salò accecata dalla luce dorata che annuncia il tramonto e un abbraccio a tutta la Valtènesi dalla collina di Polpenazze, per poi scendere dall’altra parte verso Gavardo e fare ritorno a casa.

È stato un on the road inizialmente un po’ triste perché ho sentito forte quel senso di sconfitta da “porta chiusa in faccia ad una vita diversa”. Quei posti non sono più miei perché non ci abito più. Quel mese, un tempo quasi fermo e così lungo che ho potuto concedermi decentrata dalla mia solita vita, è stato una possibilità unica che oggi non ho più e che ora mi è difficile pensare di ripetere se non con un colpo di testa in cui mollo tutto d’improvviso. Baia del Vento

Eppure insieme a sconfitta, nostalgia e anche un po’ di delusione – sembrava che io riconoscessi il lago ma lui non sapesse più chi sono – ho ritrovato un luogo che in qualche modo mi appartiene e mi apparterrà sempre proprio perché ci ho vissuto per un mese, un mese di questo anno particolare che tutti vogliamo lasciarci alle spalle ma che ha portato anche benedizioni come questa esperienza.

Ora so che se voglio c’è più di un luogo distante circa un’ora da Bergamo dove posso scappare per un weekend, una settimana o anche solo una giornata per immergermi in una piccola Cornovaglia gardesana di natura selvaggia e lago, e poi quando fa buio tornare a casa, perché casa se ci penso bene è e resta il posto più bello dove stare, anche se fuori a due passi non c’è né il Cervino, né il lago di Garda.

 © Riproduzione riservata – Immagini de La Sere

Ciao estate! Giornata on the road in Valtènesiultima modifica: 2020-09-26T01:08:33+02:00da lesenedelase
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