Fuggire, restare e viaggiare da soli

Qualche giorno fa mi sono assentata dal lavoro per dare un esame all’università. Una giornata non certo riposante, eppure tra l’ansia e la concentrazione c’era anche un po’ di euforia. Mi è piaciuta l’idea di essere altrove impegnata in qualcosa di completamente estraneofuggire restare viaggiare soli a quel che è il mio fare di tutti i giorni per lavoro. Questo mix di sensazioni mi ha ricordato l’essere in viaggio da sola, sì perché in un certo senso ero in fuga.

Ho già scritto di questa bizzarra scelta di tornare all’università dopo circa vent’anni e iscrivermi ad una facoltà scientifica. Amo il mio lavoro e non rinnego i miei studi umanistici, ma lo scorso anno il lavoro mi ha messa nelle condizioni di voler mollare tutto e per non cedere al desiderio di buttare via anni di fatica e di esperienza ho dato spazio ad uno strano bisogno di appartenere anche a tutt’altro. Come ho già scritto qui ricominciare l’università è stato come un salto indietro ai tempi del liceo scientifico. In poche parole mi sono data alla fuga nel passato. E ora che l’esame di qualche giorno fa non l’ho superato, certo non mi arrendo, anzi voglio vedere questa fuga dove mi vuole portare.

Quale occasione migliore quindi per scrivere di fuga e di viaggio. Fuga è una parola controversa. Ha un po’ il sapore del voltafaccia di chi non sa vivere, o del menefreghismo di chi sceglie l’irresponsabilità. Visti negli altri fuga e viaggio nel 2016 mi avevano addirittura suscitato una certa pena. Ero in Cornovaglia con un viaggio di gruppo organizzato e osservavo disapprovando quella spinta alla fuga che vedevo negli altri, mi pareva ingiusto, quasi poco etico. Immaginavo quei miei compagni di viaggio soffrire per undici mesi l’anno e stare con il fiato sospeso in attesa di godersi solo quell’uno o due brevi periodi di assenza da casa.

Col tempo però, soprattutto viaggiando da sola, ho colto un collegamento tra viaggiare e fuggire e anche tra fuggire e restare. In realtà in Cornovaglia mi impressionava la velocità con cui gli altri divoravano i luoghi e l’esperienza del viaggio. Oggi resto dell’idea che il mio ritmo di viaggio non è quello sperimentato durante quel tour, ma per la fuga ho cambiato idea: ho imparato a coltivarla anch’io.

Saper attivare il ‘tasto fuga’ è fondamentale per non arrendersi. Se si guarda la fuga come la capacità di distogliere lo sguardo dalla propria realtà e cercare di aprirsi uno spiraglio di luce verso la novità, la leggerezza, la gioia, il gioco e la bellezza, paradossalmente la fuga aiuta anche a rimanere dove siamo. In fondo cos’è leggere un libro, guardare un film, fare una passeggiata al lago, se non fuga? Tutti ogni sera coltiviamo la nostra piccola fuga dalla quotidianità.

Ma se la fuga è un viaggio, lo è ancor più il viaggio che si fa da soli, il fuggire e l’essere altrove sono più intriganti e consapevoli. Viaggiare è un cambio di luoghi, strade, paesaggi, clima. Cambiano le abitudini, i modi di fare, la lingua delle persone che incontriamo, così come cambia quel che ci aspettiamo di avere nel piatto all’ora di cena. In viaggio tutto è fuga, anzi più elementi si discostano da quel che viviamo e più si è in fuga. E lo stesso vale per noi stessi. Più siamo in fuga e più aspetti di noi si metteranno in allerta e in moto per andare, cercare, trovare e godersi l’esperienza. A maggior ragione se viaggiamo da soli.

La fuga del viaggio è un po’ come uscire di casa, essere pescati da una gru e calati così come siamo in un nuovo mondo. Si ti trovi da solo in un posto nuovo hai davanti a te una nuova avventura, anzi già tu sei un personaggio nuovo in un contesto diverso. Ti liberi e ti dimentichi per un po’ di tutte le certezze, gli obblighi rassicuranti e soffocanti che ti fanno compagnia tutti i giorni. E quando torni al tuo posto può addirittura succedere che lo apprezzi di più. Strano, vero? L’ultima volta che sei stato lì non vedevi l’ora di fuggire! Tornare da un altrove serve anche a ricordare a te stesso che nulla ti impedisce all’occorrenza di organizzare un’altra fuga.

© Riproduzione riservata – foto credit di Francesco Ungaro da Pexels

Fuggire, restare e viaggiare da soliultima modifica: 2022-04-24T22:24:55+02:00da lesenedelase
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