Meraviglie della Valtournenche quando la gambe chiedono tregua

Sette giorni in montagna non possono coincidere, almeno per me, con sette giorni di trekking. Quel che più mi porta in giro è l’entusiasmo, però l’entusiasmo se ne frega di fin dove arrivano le gambe, così il riposo in Valtournenche ho dovuto ogni tanto impormelo andando a caccia di itinerari alla portata dei più pigri. lac Bleu mini

Sono arrivata a Breuil-Cervinia di nuovo con quella voglia di aria aperta, luce, silenzio e natura che i mesi di lockdown molto probabilmente hanno reso insaziabile. Subito incantata dal Cervino ho fatto un giorno dopo l’altro su e giù per strade sterrate e sentieri in cambio di ore solitarie tra prati verdi, ruscelli, fiori, farfalle, marmotte, piante grasse, deserti di ghiaioni, cascate e masse di ghiaccio. Più sperimentavo questa assoluta libertà nel silenzio e più mi sembrava uno spreco e un castigo mettermi a riposo.

Come sempre mi sbagliavo perché in Valtournenche la meraviglia è a portata di mano anche senza camminare per ore in salita o sotto il sole pungente. A Cervinia basta una passeggiata nelle zone del campo da golf o poco sopra Cretaz e, oltre a un maestoso Cervino, la vista già spazia nel silenzio del verde e il grigio-bianco dei ghiacciai e in sottofondo ci sono lo scrosciare di cascate e il rimbalzo dei fischi delle marmotte.

Nei giorni in cui ho blindato le mie forze al minimo sono stata al Lac Bleu sdraiata a leggere in una cartolina da paesaggio alpino fatta di un lago a specchio dal fondale verde-blu incastrato tra bosco e colline di morbido tappeto verde. Lo stesso spettacolo ancor più bello, perché più piccolo e silenzioso, l’ho trovato ai laghetti LayetGouffre des Busserailles

A Cheneil mi sono divertita come una bambina sull’ascensore a cremagliera che in pochi minuti, oltre i duemila metri, spalanca le porte su un minuscolo villaggio di casette di pietra col tetto ricoperto di muschio rossastro appoggiato su un prato dall’erba alta che si spettina col vento. Un piccolo mondo a parte circondato solo da cime di montagne. Lì il tempo sembra perfettamente fermo e il canto dei grilli in quel silenzio è quasi assordante. Nei miei appunti scrivo sicuramente il sonno di chi dorme qui non può aver pace. Come si fa a dormire tranquilli sapendo che fuori dalla finestra c’è tutta la muraglia di cime aguzze come artigli che incornicia il panorama insieme alla super vetta del Cervino?

Un altro percorso divertente è stato la strada tra Perrères e Promon. Le gallerie scavate nella roccia hanno una fotocellula che attiva l’illuminazione al passaggio. Peccato che l’itinerario attualmente sia percorribile solo in parte, da ottobre 2019 una frana non permette di arrivare fino a Promon. Ma è comunque rilassante e curioso nel continuo alternarsi gallerie e bosco con viste dall’alto sul lago della centrale di Perrères e i sinuosi tornanti della statale che porta a Breuil-Cervinia. Il tutto avviene sotto lo sguardo del Cervino, sempre che, come è successo a me, non sia una di quelle giornate in cui non c’è verso di toglierlo da una coperta di nuvole.

Cheneil

In Valtournenche ho scoperto anche che la spinta non è solo verso l’alto. Jean Antoine Carrel, guida alpina che nel 1865 ha raggiunto per primo la vetta del Cervino dal versante italiano, nello stesso anno si è calato nella gola Gouffre des Busserailles dove il corso del torrente Marmore scompare nella roccia per un tratto lungo più di trenta metri. Grazie alla scoperta di Carrel oggi basta scendere qualche gradino dalla strada tra Valtournenche e Breuil-Cervinia e aprire una porta di legno per trovarsi subito nel fresco di una grotta stretta e buia. Lì l’acqua fa un bel salto e guardando in su buchi di roccia si aprono dritti verso il cielo. Questi contrasti di luce, buio e forza sono in grado di assorbire qualsiasi pensiero sinistro.

Breuil-Cervinia, 18-26 luglio 2020

© Riproduzione riservata – Immagini de La Sere

Meraviglie della Valtournenche quando la gambe chiedono treguaultima modifica: 2020-08-07T22:12:57+02:00da lesenedelase
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