Montagne della mente di Robert Macfarlane

Montagne della mente di Robert Macfarlane è un saggio che racconta il fascino che la montagna esercita sull’uomo e di come esso derivi da una visione che abbiamo del mondo verticale più che dalla bellezza in sé del paesaggio.

montagne della mente

Per secoli furono considerate ostacoli inutili, “imponenti protuberanze”. Oggi sono annoverate tra le meraviglie della natura e c’è gente disposta a morire per amor loro.

Macfarlane eredita la passione della montagna dal nonno, una fascinazione che nasce durante le vacanze d’infanzia trascorse sulle Highlands scozzesi. Lì, a casa dei nonni, scopre libri che parlano di alpinismo e leggendoli sogna di essere parte di quelle imprese in cui gli uomini sono puntini nell’immensità e si avventurano in pericolose spedizioni nei posti estremi della terra.

La montagna è un immaginario che si è costruito nei secoli attraverso ciò che della montagna si è scritto, teorizzato e raccontato. Quando le montagne hanno iniziato ad essere luoghi di interesse per la geologia, la politica, l’estetica, la religione e l’arte le vette sono diventate protagoniste di racconti di viaggio, teorie scientifiche che hanno indagato sulla loro storia e di rappresentazioni artistiche. Ed è sentendo parlare delle montagne che si sente il bisogno di partire per andare a vederle di persona.

Nascono così le montagne della mente, ovvero quel repertorio di immagini e significati che attrae verso la montagna uomini mossi da amore, conquista, sfida, possesso, richiamo verso un mondo altro, bisogno di estraniarsi dalla vita che si svolge in città. Sono queste le sensazioni che hanno scatenato e ancora scatenano l’urgenza di raggiungere la vetta, il desiderio di essere là dove il mondo lo si guarda dall’alto, la voglia di avvicinare quei fenomeni naturali del paesaggio, come i ghiacciai, le nuvole e alcuni riflessi di luce altrimenti non accessibili.

Tornando alla vita quotidiana dopo un viaggio in una regione montuosa del mondo mi è capitato spesso di sentirmi come uno straniero.

L’autore alterna il racconto di sensazioni e visioni delle esplorazioni cui ha preso parte a stralci di reportage e memorie di nomi storici dell’alpinismo, esploratori, letterati, filosofi e uomini di scienza. L’intento del libro non è ricostruire le tappe storiche della scoperta della montagna ma raccontare i temi che caratterizzano l’immaginario sulla montagna. Il fascino dell’altitudine, il tempo che ha disegnato questi mondi di ghiaccio e di pietra, la conquista di luoghi inesplorati e dell’Everest – montagna più alta del mondo – sono elementi di cui Macfarlane scrive nel tentativo di dare una spiegazione almeno parziale di un’attrazione forte capace di indurre con facilità a sottovalutare fatica e pericolo, una spinta a mettersi in cammino che spesso, anche per gli alpinisti più esperti, è stata la prova estrema.

Ciò che chiamiamo “montagna” è una collaborazione tra certe forme del mondo fisico e la nostra immaginazione: una montagna della mente.

© Riproduzione riservata – photo credit La Sere

Montagne della mente di Robert Macfarlaneultima modifica: 2021-07-19T23:20:07+02:00da lesenedelase
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