Storia aperta di Davide Orecchio

Storia aperta di Davide Orecchio è un romanzo storico che ha come protagonista Pietro Migliorisi, giornalista e scrittore militante del Novecento prima fascista e poi comunista. Con questo personaggio l’autore racconta il padre, Alfredo Orecchio, e attraverso un denso intreccio di citazioni e fonti tra cui le parole dei suoi stessi scritti, ricostruisce la storia di una generazione.storia aperta

Perché la storia di uno scrittore non può trascurare le parole.

Pietro Migliorisi, ultimo figlio di un capostazione silenzioso a cui piace comandare, nasce in Sicilia nel 1915. Aderisce al fascismo con entusiasmo, vuole essere parte attiva di un movimento che promette la rivoluzione e un mondo nuovo. A vent’anni si trasferisce a Roma, diventa giornalista e si arruola volontario per la Campagna d’Africa.

La guerra gli rivela l’inconsistenza e la spietatezza del fascismo. I morti, le armi chimiche, la fame, il deserto sono incubi che tornano nella mente di Pietro anche a distanza di anni. Quando torna dall’Abissinia non è più convinto di essere fascista, ora crede nella pace e nella libertà. Ma il regno lo considera un valoroso reduce, gli dà un posto fisso come addetto stampa e premia le sue poesie. Poi lo richiama al fronte in Albania e in Sicilia.

Pietro, concluso il suo pezzo fascista, chiede perdono, chiede perdono, chiede perdono.

Quando il fascismo cade, Pietro diventa rosso, accetta la tessera del Partito Comunista e inizia la sua resistenza. Per uccidere l’uomo fascista che è stato organizza agguati per attaccare e disarmare le sentinelle del fascismo, scrive il Memoriale del suo passato fascista ed é giornalista per il Giornale nuovo. Col tempo però si accorge del peso del comunismo: il partito sospetta, controlla, dà ordini, ti spiega. Si rende conto che il fascismo si può trasmettere da un partito all’altro come un’epidemia. E troverà il regno che persiste anche nei democristiani.

Eppure il passato resiste nei dettagli.

In tutte le fasi della sua vita Pietro Migliorisi scrive. Per lui la scrittura è un abito che dà forza. Giornalista dal tono sicuro e intransigente, recensisce poesie e film e si occupa di reportage di grandi fatti che riguardano anche la politica, come l’omicidio di Wilma Montesi e la strage del Vajont. Scrive lunghe lettere di supplica alla moglie Michela, che da quando è diventato rosso gli risponde “non posso aiutarti. Stop”. Ma dice fino in fondo i dubbi e le paure la sera nel suo diario, lì Pietro può scrivere senza dover censurare o ridimensionare il suo Gigante d’inchiostro.

Pietro Migliorisi desidera un canto civile. Progetta versi obiettivi nei quali risulti il cammino di un secolo.

Storia aperta è tra i cinque libri finalisti dell’edizione 2022 del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo.

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Storia aperta di Davide Orecchioultima modifica: 2022-04-14T21:14:12+02:00da lesenedelase
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