Viaggio a Nizza: dalla Colline du Château alla Biblioteque Luis Nucéra

Oggi si inizia dalla Colline du Château, verde dosso che spezza la morbida e lunga linea della spiaggia di Nizza prima che assuma le forme piatte e squadrate della banchina del porto. tete carree Nizza

Uscita dall’hotel prendo Rue Paganini, punto dritta a Place Magenta e mi infilo nella Città Vecchia. Nel frattempo litigo con la macchina fotografica, non sono ancora riuscita a disattivare lo scherzetto di ieri, quando ha deciso di mettersi a triplicare ogni scatto aggiungendo all’originale una versione più fredda e una più calda. Le provo tutte, chiedo persino aiuto ad un fotografo che sta posizionando il cavalletto fuori dal Palazzo di Giustizia, e alla fine vinco io, la macchina si arrende alla padrona mostrandomi lei stessa il tasto magico che reimposta lo scatto in modalità singolo.

Dalla Vieux Nice (vecchia Nizza) tutte le scale sembrano portare in alto, ma non è così, vicoli, vicoletti e scale apparentemente squadrati in realtà girano su se stessi, sbucano in piazzette con altri vicoli, vicoletti e scale o portano solo davanti ad una porta di casa. Un vero e proprio labirinto.

Salendo in collina la vista si allarga a grandangolo su un patchwork di tetti, campanili e cupole e va oltre su palazzi di cubature più sgraziate dell’architettura moderna fino a disperdersi a nord sulle colline o a interrompersi bruscamente a sud nell’onda di azzurro cangiante che impone un ALT a qualsiasi iniziativa di costruzione.Nizza tetti

La collina è un grande parco che del castello ha solo il nome. Di fatto l’unica traccia rimasta è la torre Bellanda che, ai piedi della chioma verde, ha scelto di contemplare il mare nell’abbraccio di palazzi color pastello che danno su Place da 8 Mai 1945.

Un volta quassù si sente il richiamo del violento scrosciare della Cascade du château, una specie di fontana di Trevi che con i suoi flutti bianchi fa di tutto per distrarre dalla vista mare. E per un po’ ci riesce: mentre lei imperterrita fa mostra di sé al Mediterraneo, chi arriva qui si lascia inghiottire dall’ombra della pioggia dei suoi spruzzi pur di immortalarla.

La collina è un generoso distacco dalla frenesia di una città che non conosce tregua neanche d’inverno. Guardando la curva multicolore di mare, spiaggia e promenade è facile illudersi di fermare il tempo per qualche istante. E il cielo terso di oggi dice che sarebbe perfetto completare il quadro arrampicandosi fin qui con coperta e cestino da pic nic.

Cascade de chateau NizzaMa per un pic nic io non sono attrezzata e a pranzo opto per Maizon, un ristorantino niente male in zona Place Garibaldi segnalato tra i primi venti di Nizza da Tripadvisor – il mio oracolo in fatto di ristoranti da Dubrovnik in poi.

Ed effettivamente pranzare qui è un’esperienza. Gestito da una coppia in cui lei cucina e lui prende le ordinazioni, ha pochi tavoli, tutti diversi, apparecchiati con la semplicità e la cura di una casa le cui pareti ospitano diverse tele di una pittrice che si firma Pia. Per me una tenera coincidenza, perché l’aria che regna in questo posto mi riporta subito a casa della nonna Pia. Tornando da scuola mi fermavo ogni tanto da lei e lì qualsiasi frenesia adolescenziale si scioglieva in un pranzo feriale con menù domenicale e nel calore di una casa dai ritmi sani della sua saggezza di nonna.

spiaggia NizzaNel pomeriggio cerco la Biblioteque Luis Nucéra e trovarla è un rebus. Sulla mappa è lì tra Maizon e il Museo di arte moderna, ma io non la vedo. Mi ci vuole un po’ per capire che la Tête Carrée (testa quadrata) – scultura con la testa a cubo grande quanto un palazzo costruita per essere emblema della biblioteca – fa base nel Jardin Sacha Sosno, il parco che è anche tetto della biblioteca, o viceversa potrebbe essere la biblioteca a fare da sotterraneo al parco.

Dopo aver vagato tra gli scaffali mi siedo ad uno dei tavoli con lampade soffuse e verdi e aggiorno il diario, contenta di mimetizzarmi per un po’ tra studenti affaticati su libri, quaderni, astucci e calcolatrici. Prima di andarmene, una zelante bibliotecaria mi aiuta a cercare titoli di libri ambientati a Nizza e in Costa Azzurra.

lampada verde biblioteca Nizza

L’ultima tappa di oggi è il Musee Massena che però riesco a vedere solo velocemente, mi perdo così il memoriale in ricordo delle vittime dell’attentato del 14 luglio 2016 allestito nel giardino della Villa.

La giornata termina come sempre a tavola, la rovina di Nizza è un ristorante piazzato ad ogni angolo della città e l’aggravante sono i vis a vis con abbondanti piatti di carne, che finora ho considerato una sfida alla mia voracità carnivora. Stasera la cotoletta di Le Rossini era talmente oversize che me l’hanno presentata direttamente in un piatto di portata.

Nizza, 4 gennaio 2019

© Riproduzione riservata – Immagini de La Sere

Viaggio a Nizza: dalla Colline du Château alla Biblioteque Luis Nucéraultima modifica: 2019-01-22T18:12:54+01:00da lesenedelase
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