Viaggio in Bretagna: l’abbazia di Beauport e i giganti rosa a Ploumanac’h

Il cielo oggi è di difficile interpretazione, è grigio ma non sembra abbia intenzione di tenere il broncio a lungo. Io sono in vena di prendermela un po’ con calma, tanto devo muovermi solo di un paio di chilometri da Paimpol. La giornata inizia da quel che resta dell’abbazia abbandonata di Beauportploumanach - granito rosa gigantiSono un po’ emozionata, sto per vedere per la prima volta una chiesa scoperchiata e abitata da piante e fiori.

L’abbazia di Beauport allo stato attuale è il museo di se stessa e non ha altro da fare che starsene lì ad aspettare i visitatori e ammazzare il tempo guardando l’oceano. Sembra soddisfatta del compromesso armonioso che ormai ha stretto con il verde circostante.

La chiesa non ha più tetto, né vetrate, né portali e così è per gran parte degli edifici dell’ex convento. L’insieme di pieni e vuoti creato dalle gotiche e solide pietre grigie intrecciate alla vegetazione è ben lontano dall’evocare il concetto di decadenza. I pavimenti ora sono la continuazione del prato verde che c’è all’esterno. Erba, fiori e piante sono curati solo in alcune zone, per il resto vengono lasciati liberi di arrampicarsi sui muri.

abbazia di Beauport - Paimpol

La costruzione così come è ora, più che essere in abbandono ha trovato un equilibrio nuovo, forse più mistico e più perfetto dei tempi in cui era ancora un monastero. Ora regnano il silenzio e l’affaccendarsi degli uccelli che fanno dentro e fuori da tetto e finestre con la naturalezza del padrone di casa.

La pace di questo luogo sta proprio nel passo indietro che ha fatto l’ingegno umano di fronte all’avanzare della natura. E’ un gesto di umiltà che trasmette fede con la stessa forza della laboriosità di un’abbazia nel pieno delle sue funzioni.

A pochi passi dalla costruzione c’è un sentiero che porta nel bosco, è il Bois de Beauport. Prima di rimettermi in viaggio mi lascio guidare per un po’ da questa piccola traccia in mezzo al verde e al trafficato silenzio della natura. Il bosco mi ha sempre affascinato, è come entrare nella trama di una narrazione lenta ma ricca di sorprese, raccontata da un vispo ruscello, dalle improvvisate dei funghi e dalle timide corse di scoiattoli indecisi tra curiosità e spavento.

abbazia di Beauport - Paimpol

Nel primo pomeriggio invece torno sulle tracce delle scogliere di granito rosa. Raggiungo Ploumanac’h, che si trova a circa cinquanta chilometri ad ovest di Paimpol, per una passeggiata tra giganti di pietra dalle strane forme.

Che si tratta di un posto particolare lo si vede dall’euforia dei bambini, è molto simile a quella dei parchi di divertimento. Qui il gioco è offerto di nuovo dalla creatività bizzarra dalla natura. Il cammino si snoda tra cumuli di enormi massi di granito rosa. Si fa dentro e fuori dalla scogliera, in alcuni punti i sassoni creano delle gallerie, in altri sono dei gradoni o pavimenti di mega piastrelle deformi che non combaciano tra di loro.

Tra entra-esci e sali-scendi verrebbe da mettersi a giocare a nascondino. Ma la tentazione a cui nessuno può sottrarsi è quella di dare un nome alle forme. A Ploumancac’h vento e sale si sono divertiti a fare gli scultori, le sagome di queste rocce sono proprio strane e la sfida non è solo quella di scalarle, come fanno i bambini, ma anche di indovinare chi hai di fronte. Ci si sente circondati da facce con strane smorfie, da astronavi, dinosauri o da una manona chiusa a pugno, addirittura in una io ci ho visto pac-man.

Ploumanach - granito rosa giganti 2

Rientrando a Paimpol pregusto la mia serata a casa in relax nel monolocale di Maison Saint Michel. E’ un open space nel sottotetto del casale di campagna con finestre che danno sul giardino. Il soffitto a campana è tutto foderato di legno e tinteggiato di color turchese.

E’ il classico appartamento da single con caminetto, libri, abat jour e oggettini ficcati in ogni dove. Ci sono pure un baule e una piccola scrivania. E’ un posto che dice chiaramente che se per caso non hai voglia di uscire potresti fermarti a scrivere o a leggere. Appena l’ho visto mi è venuta in mente la mansarda di Bridget Jones, anzi a dire il vero, questa casa è e resterà per me l’appartamento Bridget, l’unico luogo che è riuscito ad illudermi, seppur per pochi giorni, di aver abitato in Bretagna.

Paimpol, 1 maggio 2019

Una inclinazione malinconica lo spingeva nel profondo dei boschi; vi trascorreva da solo intere giornate, e sembrava un selvaggio tra i selvaggi.

Da René di François-René de Chateaubriand

© Riproduzione riservata – Immagini de La Sere

Viaggio in Bretagna: l’abbazia di Beauport e i giganti rosa a Ploumanac’hultima modifica: 2019-06-26T23:38:49+02:00da lesenedelase
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