A Novara sulla cupola di San Gaudenzio

Il mio girovagare autunnale lo scorso sabato mi ha portata a Novara, ho accettato finalmente l’invito che la mia amica e collega Patrizia mi faceva da tempo. E come benvenuto lei mi ha proposto il top della città: la visita e salita alla cupola di San Gaudenzio. Cupola s Gaudenzio

Salire in alto é una prospettiva che mi attrae da sempre, guardare il mondo dall’alto dà respiro e rende gli spazi meno opprimenti, si percepisce davvero l’idea di orizzonte. E poi dall’alto il paesaggio assume l’affascinante dimensione-presepio che dispone tetti, strade e palazzi in un ordine armonioso.

Ma la cupola di San Gaudenzio è un guardare da molto in alto, precisamente da 121 metri che pensati così, ad una come me con poco senso delle misure, non diceva nulla finché non l’ho vista in lontananza. Per rendersi conto di quanto questa misura sia per una cupola spropositata, per non dire sfacciata, basta la skyline della città, a me è comparsa per la prima volta poco dopo l’uscita dal casello di Novara est dell’autostrada A4.

La Cupola di San Gaudenzio ben rappresenta la caparbietà e il saper osare di chi l’ha progettata e realizzata: l’architetto e ingegnere Alessandro Antonelli. Per Novara la cupola Antonelliana equivale alla torre Eiffel per Parigi, ovvero è l’elemento architettonico che catalizza l’attenzione dell’intera città. Così è per l’impatto visivo che offre sia da vicino sia, e ancor più, da lontano. Patrizia mi ha detto: “quando torniamo a Novara da un viaggio e la vediamo in lontananza, sappiamo di essere a casa”.

La cupola poi è la principale attrattiva turistica per chi viene da fuori. Tutto ciò fa di Antonelli un personaggio storico che ha saputo farsi ricordare e riconoscere nella sua stessa città.

Cupola s Gaudenzio 2Ma quel che è stato per me inaspettato della cupola è l’interno. Chissà perché credevo di trovare per lo più una scala ripida, buia e stretta in attesa di arrivare in cima e allargare lo sguardo sulla città e le montagne. Invece mi sbagliavo, all’interno la cupola Antonelliana avvolge con la sua grandiosità in un alternarsi di spazi molto particolare.

Mentre si sale, si attraversano ambienti diversi per geometria di luci e ombre, ma anche per curvature e simmetrie della struttura. È un percorso di scale sì, ma inserito in un sovrapporsi di rotonde con finestroni, oblò, archi e pilastri. E più si procede e più si compone un lungo racconto di forme e strutture fatte di ferro, vetro, cemento e mattoni. Ed è come assistere ad un’autentica e meravigliosa lezione di Antonelli sulla circolarità e la verticalità perfetta nella storia dell’arte e dell’architettura.

© Riproduzione riservata – foto credit La Sere

A Novara sulla cupola di San Gaudenzioultima modifica: 2022-11-24T23:10:11+01:00da lesenedelase
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