Viaggio a Porto: dal mercato Bolhão alla Ribeira

Il secondo giorno a Porto mi sveglio con la speranza che splenda il sole. E’ un’illusione, piove ancora e le previsioni confermano pioggia più o meno intensa per i prossimi due giorni, esattamente la durata del mio soggiorno. Ribeira case 2

Il mio pied-à-terre è il Best Guest Porto Hostel. L’ostello è la soluzione ottimale per pochi giorni. Vado e vengo quando voglio e se mi stanco di andare a zonzo, il salotto e la cucina sono fondamentali zone di decompressione, soprattutto se il tempo è un po’ bizzarro e viene buio presto.

In viaggio uno dei miei tormenti, tutti i giorni pranzo e cena, è procacciare un posto dove mangiare, ovvero la certosina ricerca di un ristorante che non sia chic o una trappola acchiappa&spenna-turisti e dove, spero, la cucina sia più di sostanza che d’immagine. Se non sono nella mia città non mi è possibile improvvisare all’ultimo. C’è sempre quel quid di intelletto da impegnare nella ricerca, e se stanchezza e fame sono a livelli poco gestibili vorrei arrivare a tavola ad occhi chiusi, qui ed ora.

E così è stato ieri sera. Tra viaggio, giro in città, capire dove-mettere-cosa in ostello e farmi un’idea di come convivere con le due coinquiline della stanza, rimaneva ben poco spirito di iniziativa per uscire sotto la pioggia in cerca di un ristorante. Se fossi stata a casa, nel mio letargo con il mio frigo, avrei saputo improvvisare qualcosa senza pensieri e invece, in viaggio, la questione dove-si-mangia-oggi può diventare una gran scocciatura. Insomma potenzialmente quel che cerco potrebbe essere a due passi da me, ma qualcuno deve dirmelo o devo riuscire a scovarlo. mercato Bolhao Porto

Su suggerimento del ragazzo della reception ieri ho cenato al Caffè Piolho D’ouro. Un ristorante che difficilmente da sola avrei scelto perché ha l’aspetto da bar sport. I tavoli sono uniti come se dovessi presentarmi in compagnia di almeno dieci persone, la tv trasmette una partita di calcio e le pareti sono per metà ricoperte di specchi. Ha l’aria più di un ritrovo per habitué, non sembra molto adatto a chi è di passaggio in città.

Eppure, poi ci penso, in Portogallo sono tanti i posti così e sono i migliori. Mi ricorda un po’ il ristorante Casa Simao di Tavira. E così è: Piolho D’ouro alla fine si rivela perfetto, è accogliente e informale, la cucina è ottima e i prezzi fin troppo contenuti (meno di 13€ per bistecca oversize, bicchiere di vino, uovo all’occhio di bue e insalata). E soprattutto niente schiamazzi da bar sport né sguardi che fanno sentire un pesce fuor d’acqua. Mercato Bolhao Porto 3

Prima tappa di oggi è il mercato di Bolhão. Da fuori si confonde tra i palazzi di Rua Formosa, l’interno invece è una via di mezzo tra un’arena e uno stadio dismesso. La parte più animata è il piazzale principale, non coperto, in cui mi ritrovo immersa appena varcato l’ingresso. In questa zona ci sono piccole botteghe e chioschi. Più avanti scopro che c’è anche un piano superiore, un unico ballatoio che segue il perimetro dell’edificio, occupato da bancarelle.

Bolhão, visto dall’alto – con il patchwork di tetti dei chioschi rattoppati, in un giorno grigio e umido – fa un po’ mercato di Bombay. Una sensazione di spaesamento che dura poco, presto interrotta da mille sollecitazioni per occhi e palato. Tutto è esposto con cura, e tutto – frutta, verdura, salumi, formaggi, carne, pesce, pane – fa venire l’acquolina in bocca. E ce n’è anche per chi – non è il mio caso – è in cerca di gingilli di artigianato portoghese o di fiori, oppure, anche qui, come a Parigi, per chi vuole andarsene in giro in città con una gallina viva sotto braccio. stazione Sao Bento Porto

La seconda tappa è la stazione di São Bento. Il palazzo, gigante e austero, dà l’idea di essere appoggiato lì in attesa di una collocazione migliore. Oggi è la terza volta che passo di qui e ogni volta mi sono chiesta “Ma è ancora qui? Stona un po’ con il resto!”.

Sembra troppo grande, quasi fuori scala rispetto agli altri edifici, e tra l’altro – nel complicato intrico di piani e strade di Praça Almeida Garrett – sembra l’unica costruzione messa su un piano orizzontale. Quel che rende la stazione una meta di culto per i turisti è l’atrio, ricoperto da cima a fondo di azulejos, le tipiche piastrelle di ceramica portoghese, con disegni blu su sfondo bianco. Mi sento dentro una enorme tazzina da tè in stile inglese.

Prima di andarmene, un’intuizione della mia curiosità mi suggerisce di andare oltre. Nella zona dei binari si apre un mondo inaspettato. São Bento è una piccola stazione ferroviaria di testa e i tutti i binari spariscono – di lì a qualche decina di metri – nel buio di misteriose gallerie. E su entrambi i lati, a guardare i binari, come nel presepio, c’è un affollamento di case di diverse misure e colori.

Ponte Luis I 2Il pomeriggio lo passo in cantina. Il vino Porto – se si volesse essere pignoli – dovrebbe chiamarsi Gaio o Novo De Gaio, le cantine infatti sono sul territorio di Vila Nova De Gaia e l’unica cosa che hanno di Porto è la città che guardano oltre il fiume Douro. Per arrivare a Vila Nova attraverso finalmente tutta la parte alta del ponte Luis I, oggi le sue forme decise contrastano piacevolmente con la morbida nebbia che lo avvolge.

Per la degustazione, il Porto viene servito in sale che ricordano le zone relax delle beauty farm di alta montagna. Gli ambienti non hanno nulla a che fare con cupe e umide sale stipate di botti, sono rustiche taverne o salotti trendy con musica lieve, luce soffusa e vista sul fiume. Per respirare ancora un po’ di atmosfera da chalet di montagna prendo la funivia. A Vila Nova De Gaia a pochi passi dal fiume c’è la base di una funivia che sorvola le cantine e riporta all’imbocco alto del ponte Luis I. funivia Vila Nova De Gaia

Per tornare a Porto scendo di nuovo verso il Douro e percorro la passerella bassa del ponte. L’ultima tappa di oggi è la Ribeira, il vecchio quartiere di Porto che si affaccia sul fiume. Qui la pavimentazione è di rettangoli di pietra che si infilano in vicoli, vicoletti ed archi tra strisce di case multicolor. L’ultima immagine di oggi è il tramonto: nell’acqua liscia del Douro si riflettono luci di palazzi, di strade e delle geometriche tonnellate di ferro del Ponte Luis I.

La giornata si conclude, su consiglio della Lonely Pocket, ad un tavolo della rosticceria Pedro Dos Frangos, in compagnia di doppia cotoletta, insalata e patate. Anche stasera il totale di un piatto da leccarsi i baffi, con bicchiere di vino e dolce, non arriva a quindici euro.

Porto – 3 gennaio 2018

“In definitiva Porto, per fare onore al proprio nome, è prima di tutto quest’ampia insenatura aperta verso il fiume, ma che solo dal fiume si vede”
da Viaggio in Portogallo di José Saramago

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Viaggio a Porto: dal mercato Bolhão alla Ribeiraultima modifica: 2018-01-18T23:13:45+01:00da lesenedelase
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