Mangia prega ama di Elizabeth Gilbert

Mangia prega ama di Elizabeth Gilbert è il racconto autobiografico di dodici mesi di viaggio e ricerca spirituale, un sogno che la scrittrice e giornalista newyorkese realizza in un momento di profonda solitudine.

fiori e farfalle

Elizabeth si mette in viaggio sperando di lasciarsi alle spalle un matrimonio fallito e ciò che non ha funzionato nella successiva storia d’amore con David.

Di David si innamora quando il lungo e sofferto divorzio dal marito è solo all’inizio. Vivono una relazione intensa ma la scia distruttiva del divorzio incombe, Elizabeth si aggrappa a David preda di quella che identificherà come una dipendenza affettiva e David si chiude in un ritiro emotivo che pian piano slitta nell’abbandono.

Rimasta sola inizia una ricerca di sé attraverso i luoghi. Vuole visitare tre Paesi e in ognuno soggiornerà per quattro mesi.

Quello che mi interessava era indagare un aspetto di me stessa sullo sfondo di ciascun Paese. Volevo imparare l’arte del piacere in Italia, l’arte della devozione in India e, in Indonesia, l’arte di bilanciare l’uno e l’altra.

Cresciuta in una famiglia in cui il piacere è condizionato dal merito e da un puritano senso di colpa, prende spunto dall’unica cosa che l’ha tenuta a galla nei momenti difficili: leggere il vocabolario della lingua italiana. Arte, moda, opera, auto, … in Italia sono fin troppe le occasioni per sperimentare il piacere, eppure per Elizabeth non è difficile scegliere.

Volevo solo mangiare divinamente e imparare l’italiano. Basta così. Le materie in cui avevo deciso di specializzarmi erano queste due, parlare e mangiare.

In India vive in un ashram e trascorre le sue giornate dedita al lavoro e a ostinati tentativi di immergersi completamente in preghiera e meditazione. Non riesce a tenere la mente ferma, deve imparare a non lasciarsi sovrastare dai pensieri ma più di ogni altra cosa vuole arrivare più vicino a Dio.

L’ultima parte del viaggio è  meno frenetica. A Ubud, sull’isola di Bali, il suo tempo è fatto di meditazione, lettura, preghiera e giri in bicicletta. L’unico impegno quotidiano è andare a trovare Ketut Liyer, lo sciamano guaritore conosciuto in un precedente soggiorno sull’isola indonesiana.

Elizabeth viaggia da sola e sempre ancorata a mete e obiettivi precisi, ma vitale è per lei anche continuare a lasciarsi contaminare da chi incontra lungo il cammino. Non perde mai occasione di chiedere consiglio e fare tesoro dell’esperienza degli altri. Se in Italia Luca Spaghetti la guida nei piaceri della cucina italiana, Richard il texano in India le dice che deve andare avanti e imparare a scegliere i suoi pensieri, mentre Wayan a Bali prega perché un bell’uomo faccia ingresso nella sua vita.

La ricerca di Elizabeth è incessante e procede grazie alla preghiera, alla scrittura e ai libri. Ma a illuminarla sono sempre le parole delle persone che incontra e il suono della voce interiore che ha scoperto nei momenti più bui.

Era la mia voce, che mi parlava da dentro. Ma io, quella mia voce, non l’avevo mai sentita prima. Era saggia, calma, compassionevole. Era la voce che avrei avuto se nella vita avessi conosciuto solo amore e certezza.

E quando Elizabeth si sente finalmente in pace e crede di aver raggiunto un equilibrio, di nuovo si apre davanti a lei la possibilità di essere amata e di amare.

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Mangia prega ama di Elizabeth Gilbertultima modifica: 2019-10-21T23:03:41+02:00da lesenedelase
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