Viaggio a Porto: dall’oceano alla torre Dos Clerigos

E fu sera e fu mattina ed è già il terzo giorno a Porto. Oggi è deciso: si va al mare, anche se il cielo non è d’accordo. Come da previsioni pioviggina ed è tutto grigio, ma non posso tornare a casa senza aver visto l’oceano, perché è qui in Portogallo, sulle spiagge dell’Alentejo e dell’Algarve che me ne sono innamorata nell’estate 2014 .  IMG-20180125-WA0007

A Porto, per andare in spiaggia si prende il tram. Dopo una colazione abbondante e dai tempi piuttosto diluiti – è il momento in cui aggiorno gran parte del diario – raggiungo il capolinea Infante, vicino a Praça Infante Dom Henrique (da cui prende il nome).

Nonostante il tempo sia più da città che da lungo mare, in attesa del tram c’è parecchia folla e nel giro di poco la carrozza è piena come la metropolitana a Milano all’ora di punta, addirittura una decina di persone resta a piedi. Siamo tutti turisti armati di impermeabile e ombrello, tutti assolutamente determinati a sfidare pioggia e vento per andare a vedere l’oceano.

Il tram segue il percorso del fiume Douro fino alla foce, la carrozza è d’epoca ma – forse temendo ripensamenti – procede decisa come un siluro dritta verso la meta.  Sulla nostra sinistra scivola un paesaggio monotono di fiume e colline, mentre a destra sfilano facce diverse della stessa città: magazzini adibiti a musei, palazzoni dei quartieri popolari, spazi verdi.

Faro spiaggia PortoPiù ci si allontana dal centro, meno persone ci sono in giro e quelle poche guardano il nostro tram – pieno zeppo di turisti imbaccuccati – e sorridono sotto i baffi pensando al solito carro bestiame che, di qualsiasi colore sia il cielo, ha quella strana urgenza di andare a vedere l’oceano.

Ma una volta lì, davanti all’acqua salmastra grigia sotto il cielo grigio, davanti alla forza di onde e intermittenti spruzzi alti e bianchi come fuochi d’artificio, per qualche istante l’orologio si ferma e cala il silenzio. Poi qualcuno addirittura azzarda una corsa sulla spiaggia bagnata e spoglia, dove c’è quel che resta di una bar chiuso fuori stagione, con i suoi tavoli accatastati sembra un luogo abbandonato da anni.

Per pranzo mi affido alla Lonely Pocket. Da Infante la strada per raggiungere Bugo Art Burger è tutta un arrampicarsi in salita di scalette e vicoli, ma ne vale assolutamente la pena. Ed è sempre la Lonely a svelarmi che questa via, Rua de Miguel Bombarda, a pochi passi dal giardino del palazzo di cristallo, è la zona bohemien di PortoPorto giardno del palazzo di cristallo

In un quartiere che sa di quotidianità, tra negozi, bar e uffici sbucano qua e là gallerie d’artenon roba chic, ma spazi espositivi per artisti emergenti. Creatività che prende forma su quadri e tele o in collezioni di vestiti e accessori vintage, gioielli, oggetti di artigianato e libri illustrati.

Il pomeriggio prosegue con due passi nel parco del Jardim do Palácio de Cristal. Il giardino è in una parte alta della città, si vedono il fiume, le colline di Vila Nova e gran parte del centro di Porto. Ed è come respirare quel senso di pace del prendersi una pausa dal mondo.

Se le giornate fossero più lunghe cederei alla tentazione di tirar fuori un libro e sedermi un po’ a leggere in questa oasi di aiuole dai ritagli geometrici. Ma devo assolutamente tornare in città prima che faccia buio, per immortalare gli azulejos della Igreja Do Carmo (chiesa del Carmine). Il mosaico di piastrelle bianche dipinte di blu, che riempie un’intera parete esterna della chiesa, mi ha stregata sin dalla prima sera. IMG-20180125-WA0008

L’ultima fatica della giornata è salire in cima alla Torre Dos Clerigos. Guardando i tetti di Porto da quassù, la città sembra la miniatura di se stessa.

La strana forma della città di Porto offre diversi punti strategici da cui inquadrarla – il fiume, il ponte Luis I, la collina – ma solo in cima alla torre ho la sensazione di poterla abbracciare tutta e così la ringrazio per il suo di abbraccio, ovvero la bellezza che mi ha accolta e circondata in questi giorni.

Porto – 4 gennaio 2018

“Il pendio è ricoperto di case, le case disegnano vie, e, siccome il suolo è tutto granito su granito il viaggiatore ha l’impressione di percorrere sentieri di montagna”
da Viaggio in Portogallo di José Saramago

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Viaggio a Porto: dall’oceano alla torre Dos Clerigosultima modifica: 2018-01-25T22:29:31+01:00da lesenedelase
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