Di nuovo a Bad Gastein: Spiegelsee e ponte sospeso sullo Stubnerkogel

Oggi finalmente vedrò lo Spiegelsee di Dorfgastein. Sono al secondo tentativo, il mio primo viaggio a Bad Gastein ad aprile coincideva con il periodo di chiusura di tutte le seggiovie. Ma questa volta non mi frega! Spiegelsee am Fulseck Dorfgastein

Ad essere precisi sarei al terzo tentativo, ieri quando sono arrivata ho puntato dritto alla funivia di Dorfgastein, ma era troppo tardi.

Stamattina, sveglia programmata per le 6:15, ho finito di aggiornare il diario, fatto colazione e alle 8:31, ad un minuto dall’apertura degli impianti, eccomi pronta a fare il biglietto con la mia Gastein Card.

Mi piace un sacco la Gastein Card è una tessera magnetica lucida tutta blu con dietro stampati in piccolo il mio nome e le date del soggiorno. Te la fanno trovare al check in in albergo ed è gratis, e ora mi sento ammessa ad un club esclusivo.

Ad aspettare che le cabine della funivia inizino a girare, siamo in tre, quindi posso concedermi il lusso di averne una tutta per me. La Gasteinertal da Bad Hofgastein a Dorfgastein è avvolta da una enorme nuvola bianca effetto-nebbia. Se attraversarla in auto, con il cruscotto che segnava 5,5 gradi, è stato piuttosto desolante, da quassù è quasi poetico quel batuffolone di zucchero filato che presto si dissolverà. Dietro la montagna del Fulseck sta sbucando il sole e il colore del cielo è di un azzurro sempre più intenso per nulla intenzionato a dar spazio a nuvole.

Arrivati alla stazione intermedia, del lago ancora non c’è traccia e continuo a guardarmi intorno perché non vedo l’ora che quella cima, dove invece della punta c’è un vassoio d’acqua che restituisce con fedele precisione colori e forme del cielo, si decida a farsi vedere. E poco dopo eccolo, è lui ed è bellissimo, non riesco togliergli gli occhi di dosso finché non diventa una piccola ma meravigliosa pozzanghera azzurra. E il suo colore diventa sempre più intenso man mano che il sole si fa più alto. La Sere e lo Spiegelsee

Arrivata in cima la cornice di montagne sembra infinita, faccio un giro tra un belvedere e l’altro ma non vedo l’ora di tornare a valle fino alla stazione di mezzo e prendermi tutto il tempo per ammirare lo Spiegelsee. Prima di scendere mi fermo per una preghiera perché sono commossa, è come un miracolo essere qui.

In mezzo a tutte queste montagne, lo Spiegelsee (lago a specchio) è l’acquarello che ha cancellato quella cima a cui ha rubato il posto. Ha strappato un pezzo di cielo e si è piazzato lì con quel cerchio d’acqua un po’ sghimbescio ma lucido e limpido come una lastra di vetro. E’ un ritratto di bellezza unica – per lo meno nel mio repertorio – e sono fortunata ad averlo scoperto e ad essermene innamorata al punto di prendere e venire fin qui. La mia preghiera è un grazie per tutta questa bellezza e per tutto ciò che mi ha permesso di esserci.

Intorno al lago non c’è nessuno, siamo solo io, lui e degli uccellini che cinguettano. Mi fermo qualche minuto su una panchina a lasciarmi incantare ancora un po’ da quest’acqua liscia. E’ lievemente increspata da fontanelle naturali, che credo alimentino il lago dal fondale, nell’insieme infatti formano anche loro in piccolo lo stesso cerchio sghimbescio del perimetro del lago. E questo non fa che renderlo ancora più magico. Come la cascata di Bad Gastein lo Spiegelsee è un prodigio della natura in cui sono l’abbondanza e la creatività dell’acqua a trionfare e a rendere la valle di Gastein un posto unico.

A risvegliarmi dalla contemplazione è il cigolio della funivia. Ora chi guarda lo Spiegelsee dalla cima del Fulseck, insieme a questo spettacolo verde e blu vede una persona con un pile color fucsia, che poi sarei io. Questo è il pensiero che mi rimette in moto per proseguire la discesa verso la funivia. IMG_20181026_141953

E ci ho preso gusto perché, poco prima delle 13.00, sono in attesa di farmi portare su un’altra cima. A Bad Gastein parte la funivia per l’impronunciabile Stubnerkogel, lassù poco oltre i 2200 metri c’è un ponte tibetano sospeso. Ma dopo le mezze vertigini di ieri in auto sulla strada verso il Passo Stalle, ora – visto che quassù c’è anche un vento gelido – prima di tutto mi merito un pranzo ad un tavolo con vista del self service Gipfelrestaurant Stubnerkogel.

Il ponte è da brivido, al dondolio creato da chi lo percorre si sommano improvvise raffiche di vento, di quelle che fanno aggrappare alla prima cosa che capita. Per me l’effetto somiglia un po’ al mal di mare, ma è una passeggiata veloce: 140 metri sospesi che completano perfettamente il pieno di adrenalina del panorama. L’orizzonte è a trecentosessanta gradi un girotondo di cime e alcune più lontane sono innevate. Qui ci si sente veramente a un passo da cielo, dove prendere distacco e restare sospesi da tutto è possibile.

Rimessi i piedi a terra a Bad Gastein ripercorro la parte alta del triplice lungo salto della cascata, seguendo il sentiero della Wasserfall Weg fino in centro. Poi vado in cerca della statua che raffigura Paracelso segnalata dalla Lonely Planet Austria nei pressi della Chiesa di St Nicolaus, ma ahimè non la trovo.

In serata di nuovo faccio scorta di energie con un paio d’ore in ammollo al Felsentherme. Questo amo dell’Austria: a fine giornata ci si toglie di dosso qualsiasi pensiero e fatica affidandosi totalmente all’acqua.

Stubnerkogel La mia cena è un hamburger troppo carico di cipolla e salse al Restaurant Weinbar Prälatur in un’atmosfera da locanda tra il retrò e il nostalgico. In compagnia di stucchi e cimeli storici vari – teste di selvaggina imbalsamata, vetrinette con libri antichi, un pianoforte, lampade a olio, piatti ornamentali, effigi di santi in legno – ci si siede su sedie o divani tappezzati e bombati ad effetto molla.

E visto che sono a due passi da lei, prima di andare a letto, vado a dare la buonanotte alla cascata dell’Ache.

Bad Gastein, 13 ottobre 2018

“Acque scroscianti, cascate assordanti,
musica uniforme eppure melodiosa,
stanco è il corpo, ma l’orecchio ascolta ancora
quel mormorio di note che già conosce bene,
sono perle luccicanti scagliate nel sogno –
una dolce rimembranza, schiuma ormai dissolta”.
Da Gastein in Diario poetico di Elisabetta d’Austria

© Riproduzione riservata – Immagini de La Sere

Di nuovo a Bad Gastein: Spiegelsee e ponte sospeso sullo Stubnerkogelultima modifica: 2018-10-26T20:45:39+02:00da lesenedelase
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