La lettrice di Čechov di Giulia Corsalini

La lettrice di Čechov di Giulia Corsalini è la storia di Nina, una donna ucraina il cui senso di appartenenza è sospeso tra due terre: il Paese d’origine e l’Italia, dove vive per un anno riscoprendo aspetti di sé che sembravano perduti.window-593364_960_720

Nina ha quarantacinque anni quando lascia Kiev per Macerata. Il marito è immobilizzato a letto da una malattia degenerativa e Kàtja, la figlia diciottenne, studia Medicina e vuole sposarsi con Vanja, il suo ragazzo.

Non avemmo dubbi, né lui né io, sull’opportunità che io andassi. Il fatto è che non avevamo mai messo in discussione la priorità del futuro di Kàtja, nostra figlia, su ogni altra circostanza della vita. 

Arrivata in Italia, Nina inizia a lavorare come badante presso la signora Mariangela e riempie con la lettura i tempi vuoti del lavoro di cura e i silenzi di una donna diabetica e ipovedente che poco svela di sé. D’improvviso però, presa da uno slancio di progettualità, Nina si aggrappa alla natura anarchica e sentimentale della sua passione per i racconti di Čechov e riprende a studiare e a scrivere con l’obiettivo di pubblicare un saggio sull’intreccio tra la letteratura dell’autore russo e quella italiana.

In breve tempo l’assidua e regolare frequentazione della biblioteca di Facoltà diventa un passaporto per entrare nel mondo accademico dell’Università di Macerata. Oltre a brevi incarichi di insegnamento presso il Dipartimento di Lingue, a Nina viene assegnata una scrivania nello stesso ufficio del professor De Felice, l’uomo sfuggente di cui si innamora.

Tra le pieghe della nostalgia e del senso di impotenza nel rapporto con Kàtja che si sta sfilacciando, Nina respira nitidamente, sin dai primi giorni della sua permanenza in Italia, un senso di libertà e un bisogno di riconoscimento che con timidezza insegue, sperimentando così la possibilità di intraprendere una nuova vita in un Paese che non è il suo.

Che tutto questo fosse a repentaglio l’avevo sempre avvertito. 

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Nel suo raccontarsi in prima persona Nina procede alternando presente e passato, Kiev e Macerata. Ripercorre partenze e ritorni che ogni volta sembrano definitivi, consapevole di quanto sia difficile scegliere se appartenere alla terra dove ha costituito una famiglia e dove la figlia già padroneggia con tenacia il ruolo di brillante allieva ricercatrice; oppure la terra a cui Nina si è affacciata ormai adulta, dove ha sofferto, ma si è concessa anche una felicità crepuscolare, che le ha restituito l’energia di desideri da tempo inibiti.

Non erano le giornate ucraine della mia vita scomparsa, ora, ad interessarmi, e tutto quello che Čechov riesce a dire circa l’infinita perdita umana e le aspettative deluse, la sua prefetta narrazione dell’inadempienza dei destini; ma quel gruzzolo di giorni italiani che in qualche modo potevo riprendere in mano, di cui quel ritmo narrativo aveva rappresentato una specie di colonna sonora. 

La lettrice di Čechov è tra i cinque finalisti dell’edizione 2019 del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo.

© Riproduzione riservata – Immagini da Pixabay

La lettrice di Čechov di Giulia Corsaliniultima modifica: 2019-03-07T22:59:24+01:00da lesenedelase
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