Viaggio a Bad Gastein: la vera attrazione è l’acqua

La giornata di oggi è esclusiva di Bad Gastein. Per prima cosa preparo una colazione casalinga vista montagne da gustare rigorosamente in pigiama come piace a me. Poi tappa d’obbligo è il supermercato, occasione per mettere il naso fuori casa nel primo giorno feriale della settimana e capire se in giro c’è qualche anima viva in più di quelle incontrate finoraBad Gastein

Non trovo orde di gente, ma saper di poter contare finalmente sui servizi fondamentali del paese – vicino alla stazione oltre al supermercato ci sono la posta, la banca, un panificio, qualche altro negozio e volendo anche le terme – fa un po’ svanire l’idea di un posto che sembra essere stato evacuato da un giorno all’altro. Ora questa Bad Gastein, scaldata da un piacevole sole di primavera sotto una cupola di cielo azzurro, mi dà quasi l’idea di essere qui tutta per me.

Il programma della giornata è seguire un itinerario che mi permetta di scoprire la forma di questo paese. Già perché, guardandolo sulla mappa, il centro abitato si allunga in modo insolito verso nord intorno alle linee della ferrovia, della strada statale e del fiume Ache.

Bad Gastein è il paese più a sud della valle di Gastein e si apre verso di essa come una V. E’ un immenso abbraccio che crea uno squarcio tra le montagne per far spazio ai prati. Due braccia che tengono a bada l’affollamento di monti alti e decisi, con le loro cime alcune già verdi e altre ancora bianche, dividendoli tra l’est e l’ovest della piana di Gastein.

Bad Gastein cascata Ache 2Venendo da Mallinz in direzione nord, verso Salisburgo, ferrovia e strada inizialmente attraversano il paese, poi però arrivate a metà si spostano per aggrapparsi al braccio occidentale della valle. Un cambiamento di rotta assolutamente necessario, quel che una mappa non è in grado di rendere infatti, è che ad un certo punto la superficie pressoché piana – che ospita la la zona residenziale, la stazione e i servizi principali – scende bruscamente.

Lì il terreno improvvisamente sprofonda in una forte pendenza e si allarga, così che l’abbraccio assuma la forma tridimensionale di un grande anfiteatro naturale dove prendono posto palazzi e ville in stile Belle Époque, che convivono gomito a gomito, rubandosi la vista l’un con l’altra. E proprio lì, nel bel mezzo di queste sontuose costruzioni, si infila il fiume Ache con un salto tanto improvviso quanto spettacolare: un’impetuosa cascata di acque termali.

Se è vero che Bad Gastein è un’ottima base per gli appassionati di sci, è indubbio che da secoli qui la vera attrazione e ricchezza è l’acqua. E tutta quell’acqua che irrompe improvvisamente nel bel mezzo del paese ne è la più degna rappresentazione. Questo è il periodo in cui le nevi si sciolgono e la cascata è un tutt’uno dal colore bianco arruffato, è una corsa talmente veloce e abbondante che saltella tra rocce scure come un adolescente sfacciato e divertito da quel senso di vertigini che crea in chiunque si fermi a guardare.  Bad Gastein alberghi

E tutti si fermano. Perché la grandiosità di questa cascata che scivola incurante, sotto un ponte ornato di vasi di narcisi, sta in un salto che dura di più di trecento metri che spacca in due Bad Gastein. Sta nell’essere stipata tra la staticità dormiente di austeri palazzi indifferenti a tale forza. Sta nel fruscio che riecheggia giorno e notte in tutto quello spazio affollato di costruzioni che prima ho definito anfiteatro naturale.

Da sempre attratta dall’acqua, sia quando è oleosa distesa di un lago, sia quando è onda impaziente o torrente inquieto, la prima cosa che ho fatto due giorni fa appena arrivata a Bad Gastein è correre a vedere la cascata. E, inutile dirlo, è stato amore a prima vista!

Oggi sono ripartita da lì, dal ponte con i narcisi – il miglior tributo al narcisismo della reginetta di Bad Gastein – e mi sono arrampicata sulla promenade del braccio orientale del paese poco sopra le punte della chiesa di St. Preims, uno dei punti strategici per avere una visione complessiva dell’anfiteatro di Bad Gastein. Proseguendo in direzione della località Kotschachtal, ad un certo punto si può vedere anche la valle di Gastein, un lungo e ampio prato verde talmente piano da rendere docile anche il fiume Ache, che tranquillo nel suo letto non sembra lo stesso adolescente di prima.

Bad Gastein fiume AcheNel pomeriggio torno al ponte e scendo seguendo la strada che porta prima alla chiesa e poi alla base della cascata. Da lì parte un sentiero con una passerella di cemento che scende a fianco dell’Ache nel canyon che lo spinge sotto il paese nel suo ultimo salto. Questo tratto è decisamente meno ripido rispetto a quello che attraversa il centro, ma non per questo il fiume è meno agitato, anzi la massa d’acqua bianca corre ancora e si concede le ultime capriole in velocità prima di tuffarsi nel tappeto verde che l’aspetta in fondo alla discesa.

Esausta e soddisfatta nel tardo pomeriggio risalgo in paese, non vedo l’ora di arrivare in albergo dove mi aspetta ancora quest’acqua miracolosa nel suo quotidiano abbraccio di fine giornata, sono pronta per mettermi in ammollo nella spa dell’Aparthotel Bellevue!

Bad Gastein, 23 aprile 2018

Tra i tesori della valle di Gastein, in Austria, splende più dei diamanti stessi il dono divino della sue acque curative, le cui virtù hanno dato cose molto più preziose dell’oro e delle gemme, hanno dato sollievo e guarigione, nuova giovinezza e vigore alle tante migliaia di ammalati e bisognosi che vi sono giunti da tutto il mondo
Da La storia delle sorgenti di Bad Gastein in Storia del turismo. Annale 2004

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Viaggio a Bad Gastein: la vera attrazione è l’acquaultima modifica: 2018-05-24T21:28:53+02:00da lesenedelase
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