Viaggio a Nizza: dalla Promenade Des Anglais alla ruota panoramica

Due cose mi ben predispongono alla giornata di oggi a Nizza: la prima è che là fuori ho un’intera città da scoprire, la seconda è il buffet della colazione deI Villa Otero Hotel. chaise bleue Nizza

E chissà perché guardando al piccolo banchetto a base di yogurt, macedonia, pancake, doppio mini croissant, caffè e succo al pompelmo – ciò che stamattina ho attinto da tale abbondanza culinaria per me – mi ritrovo a pensare che il mio face to face con questa sontuosa colazione è una delle gioie del viaggiar da soli.

Il programma di oggi è girare Nizza fino allo sfinimento. Come promesso esco su Rue Herold e percorro via via le strade che velocemente si infilano una dietro l’altra per guidarmi, come un navigatore infallibile, fino al mare. Prima però Nizza mi tira per la giacca, vuole svelarmi qualche chicca del suo lato liberty.

La cupola di Palace Verdi sbuca tra i tetti dei condomini moderni già a pochi passi dall’hotel e proseguendo il percorso sembra una caccia al tesoro, con indizi sempre più evidenti sulla Belle Époque, che mi portano dritti all’abbagliante bianco della solida ed elegante imponenza dell’Hotel Negresco. Se il Grande Gatsby non fosse ambientato a New York mi fermerei qui ad aspettare di vederlo affacciarsi da una delle finestre incastonate sotto l’enorme cupola rosa del palazzo. Hotel Negresco Nizza

Stamattina il Mediterraneo, nonostante la bassa stagione, si presenta in splendida forma. Ne sono testimoni le diverse persone che passeggiano, corrono o sfrecciano in bici sulla Promenade Des Anglais. Io però preferisco chi è in spiaggia o è riuscito ad accaparrarsi una chaise bleue – le sedie blu con vista orizzonte inchiodate a terra e sparse a file lungo tutta la promenade.

Scendendo sui freddi ciottoloni grigi del bagnasciuga c’è chi ha deciso di viversi il mare quasi come in una giornata estiva sedendo ad un tavolo apparecchiato-da-catalogo con fiori e tovaglia di un bar/ristorante del lido o direttamente affidandosi in costume all’abbraccio del mare. In tutto questo la mia parte è prima bagnare i piedi nell’acqua e poi accaparrarmi la mia chaise bleue per leggere e fare un po’ di compagnia al mare.

La Promenade fa venir voglia di camminare in slow motion e lasciare che lo sguardo venga perennemente conteso tra la distesa azzurro-blu e la fila di palazzi e alberghi che come un dio venerano il mare giorno e notte mostrandogli la loro parte migliore. Arrivata all’Opéra mi infilo nella Vecchia Nizza per cercare l’Acchiardo, un ristorante consigliato da un vecchio numero della rivista Itinerari e Luoghi che mi ha prestato una collega. Nizza - Place Massena

Lì pranzo con un piatto di sublimi petit farcis (piccoli pezzi di verdure con ripieno di carne) per fare onore finalmente alla cucina nizzarda. Non ho avuto il coraggio invece di chiedere della ricetta di gnocchi che sul menù figura come Merda de can. Il piatto conferma la diffidenza di mio padre nei confronti della cucina non italiana, ma anche il rischio, purtroppo molto alto a Nizza, di pestare una cacca di cane per strada.

Il mio vagare per la città riprende subito dopo pranzo dalla vista mare, che mi aspetta esattamente dove l’avevo lasciata su Quai des Etats Unis. Di lì mi muovo in direzione del porto e continuo a camminare e a gustarmi il mare fino al faro, dove mi siedo su una panchina, aggiorno il diario e decido è ora di rientrare in città per ritirare il premio che mi merito prima che venga buio: un giro sulla ruota panoramica di Place Massena.

E mentre osservo la città che si fa ruota panoramica Nizzaminiatura, su questa giostra torno anch’io a sentirmi piccola, perché un viaggio come questo, in cui leggo, scrivo, guardo il paesaggio e giro per la città, mi fa sentire libera come una bambina che guarda con meraviglia al mondo e aspetta da sempre il permesso di poterci correre sopra.

La serata si conclude con un hamburger da leccarsi i baffi in Rue D’Angleterre da La Planxa, suggerimento d.o.c. di Tripadvisor. Direi addiruttira illuminante, pensavo ormai fosse impossibile trovare un ristorante vicino al Villa Otero, mi stavo rassegnando all’idea di mettere in conto di nuovo almeno venti minuti a piedi fino a Rue de France come ieri sera.

Nizza, 3 gennaio 2019

“Sdraiata al sole, la città si pavoneggiava; faceva la vergine innocente che un angelo distratto aveva dimenticato in un ricciolo azzurro. Non tradiva nessuno, ma i suoi numerosi amanti erano sempre pronti a difenderla, come per preservare dal freddo la verità di colei che li aveva sempre protetti dai rigori dell’inverno”.
Da Nato da figlio sconosciuto di Patrick Raynal

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Viaggio a Nizza: dalla Promenade Des Anglais alla ruota panoramicaultima modifica: 2019-01-15T18:21:18+01:00da lesenedelase
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