Viaggio a Tolone: una città che si scopre solo attraverso i suoi chiaroscuri

Tolone, attraversata nel buio di un tardo pomeriggio di inizio gennaio, dà l’idea di essere arrivati tardi. A quest’ora la città ha già dato il meglio di sé e aspetta solo di abbassare le serrande sulle poche vetrine che illuminano vie deserte.

partita a carte Tolone scultura

Il 2020 inizia facendo la valigia per una località di cui so poco o nulla. Volevo ripetere più o meno la Nizza dello scorso anno, soprattutto il mare d’inverno e il viaggio in treno vista mare. E così prendendo di nuovo ispirazione dall’itinerario di Thello, il treno che collega Milano a Marsiglia, ho scelto la prima località che avesse da offrire anche qualche museo in caso di pioggia.

Tolone non è Nizza, di questo mi rendo conto già in viaggio, siamo in pochi a non scendere a Nizza e ancor meno a rimanere a bordo fino a Tolone. Qui la bassa stagione e l’essere nel pieno delle Festività Natalizie si fa sentire.

La prima sera mi accontento di due passi sul porto e di un piccolo revival bretone: cena a base di galette e sidro alla Crêperie du Port. Il primo impatto con la città che sa un po’ di coprifuoco lo metto in stand by in attesa di un vis a vis alla luce del giorno.

tolone strada -min

Ma anche alle dieci del mattino Tolone svela un netto contrasto di chiaroscuri che lascia poco spazio a fraintendimenti. Palazzoni di almeno sette piani ben schierati sopra il porto si prendono tutto il sole e restituiscono alla vecchia città e tutta l’Avenue de la République un’ombra scura e lunga.

Lo sguardo trova respiro nell’ampiezza della rada con l’occhio che si diverte ad inseguire una dopo l’altra le punte di barche a vela ordinatamente ormeggiate, ma all’orizzonte c’è il muro di ferro dei giganti della Corsica Sardinia Ferries da un lato e una schiera di colossi navali della Marina Francese dall’altro.

Nella vecchia città le vie più strette e le piazze più piccole, anche in pieno giorno hanno un’aria decisamente cupa, se ne attraversa più d’una senza incontrare nessuno. I palazzi un aspetto decadente con imposte scrostate, portoni deformi e polverosi, vecchie insegne di attività commerciali con lettere smangiate dall’intonaco che si sbriciola.

Ma grazie all’Ufficio del Turismo riesco a farmi un’idea più approfondita di Tolone, lì ho trovato una mappa informativa che svela i principali tesori della città. tolone street art-min

A est della città vecchia c’è la Porte d’Italie, una robusta sagoma bianca elegantemente incastrata tra un’area verde e un tratto di antichi bastioni. In Cours Lafayette tutte le mattine c’è il mercato provenzale. Fiori, spezie, saponi, essenze, erbe aromatiche e ordinati mucchi di frutta e verdura offrono il caldo abbraccio dell’abbondanza. Vien voglia di farsi invitare a pranzo da una delle signore intente in un’accurata spesa. Oltre i banchi si intravedono botteghe di macellai e panettieri con tagli di carne, salsicce e ricchi vassoi di pagnotte e dolci esposti con orgoglio in vetrine che debordano fin sulla strada.

A Tolone ce n’è anche per chi non resiste al fascino della carta stampata. Si fruga tra titoli e copertine già al mercato e poco dopo si finisce a gironzolare a I Chioschi: il piccolo paradiso vintage ad ovest della città dove si concentrano edicole e librerie che sono la rovina di chi ama attorcigliare il collo tra pile di libri, dvd e vinili usati. E già questo sarebbe un punto di non ritorno, a farmi tornare alla realtà è l’invalicabile barriera linguistica che è per me il francese.

fontana tre delfini Tolone

Per respirare un po’ di Grandeur de La France bisogna andare su Boulevard de Strasbourg, Avenue du Gènèral Lecrerc e oltre. Qui ci sono la Camera di Commercio, il Palaìs Liberté, il Palazzo di Giustizia e ben due musei d’arte. In quello più grande, Il Museo D’arte di Tolone, si può ammirare la città, dipinta olio su tela da paesaggisti provenzali, molto prima che il vecchio porto venisse assediato dai palazzoni. Sul Boulevard si affaccia anche Place de la Libertè, che in questi giorni perde di fascino: ci sono le casette del mercatino di Natale impacchettate in un recinto di reti da cantiere, chiuse e pronte per essere smontate e archiviate.

Prendendo Rue Bertelot, torno nella città vecchia, qui trovo in una zona decisamente più chic e mondana. Nel salotto cittadino di Place 3 Dauphins e Place Puget, tutto gravita intorno a una delle meraviglie di Tolone: il piccolo bosco sospeso sull’acqua della fontana dei Tre Delfini, reginetta delle duecento fontane che si trovano in città.

E ora veniamo ai veri gioielli, ossia le street art. In Rue Des Artistes, il cuore artistico della città, si trovano le gallerie degli artisti contemporanei e grandi quadri appesi agli incroci. nave-scultura ToloneEvidentemente Tolone non vuole che il suo fermento artistico passi inosservato. Gironzolando per le sue vie, negli angoli che sembrano più anonimi, diverse sono le opere che riescono a provocare anche il passante più distratto.

Geniali sono la nave-scultura, riproduzione in grandezza naturale della prua di una nave in legno che squarcia l’asfalto di Place Vatel, e la partita a carte in Place Raimu, scultura composta da un tavolo e quattro sedie, due libere e le altre perennemente da due uomini che giocano a carte. Uno di loro è Jules Muraire, detto Raimu, attore francese nativo di Tolone.

Tolone, dal 2 al 5 gennaio 2020

© Riproduzione riservata – Immagini de La Sere

Viaggio a Tolone: una città che si scopre solo attraverso i suoi chiaroscuriultima modifica: 2020-01-10T23:13:04+01:00da lesenedelase
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