Viaggio a Zara: la città sulla penisola che sembra un’isola

Di nuovo la mia meta estiva è in Croazia, quest’anno è la volta di Zara. In città ci arrivo con un bus, l’unico fuori da un aeroporto deserto, dove sembra aspettino soltanto il nostro aereo per chiudere. Faro righe - Zara

Alle sette di sera tutte le serrande sono abbassate, è il giorno di Ferragosto e forse qui le festività hanno ancora un senso nonostante l’alta stagione. Sembra che la pista dopo il nostro sbarco sia pronta a richiudersi su se stessa dissolvendosi nel nulla. Chissà se il gioco di prestigio si ripete ad ogni volo!

La meraviglia di Zara inizia quando si vede il mare, prima sbuca a sinistra, al nuovo porto di Gaženica, poi scompare e di nuovo riappare sulla destra fuori dalla Old Town.

Per quanto una città possa svelarsi su una mappa, è impossibile percepire il senso che la sua forma assume quando si è qui a calpestarla con i propri piedi. Il cuore di Zara è una penisola che sembra un’isola. La vecchia città è appoggiata su un’enorme zattera rettangolare attaccata alla terra ferma dal lembo di uno dei lati corti. La zattera volendo è un pontile, se lo si osserva dalla lunga banchina che guarda molto da vicino la terraferma ed è proprio qui che termina la corsa del bus. Ponte Grande - Zara

Da questa parte Zara fa sfoggio delle vecchie mura, l’accesso alla città è permesso da tre porte e quella principale si chiama Sea Gate (Porta di Mare).

La terraferma non è molto distante, la si può raggiungere a piedi dal Ponte Grande, sentendosi per un po’ quasi a Venezia. La passerella, lievemente ad arco, strutturalmente è priva di qualsiasi fascino: la ringhiera liscia è di freddo acciaio e il pavimento a piastrellone bianche con puntini neri, autentica chicca per i nostalgici delle cucine anni ’60! Il ponte però tiene sospesi sull’acqua e offre un’interessante vista sulla città e sul pezzo di mare aperto oltre il canale, dove navi e barche sono finalmente libere di prendere il largo.

Più ci si lascia attrarre dall’orizzonte del mare aperto, più la terraferma inizia ad essere un concetto dai contorni sfuggenti. Oltre due piccoli fari segnaletici che delimitano il canale entrambi vestiti di sgargianti strisce – uno bianche e verdi e l’altro bianche e rosse – lo sguardo si butta nell’infinito lenzuolo dell’acqua increspata del mare. Esattamente là dove la sera si rifugia il sole per cadere nella massa blu. Prima però diventa una palla arancione e crea forme di colore rossastro. Credo siano affascinanti anche per chi a Zara ci vive e vede questo spettacolo ogni giorno. Riva 2 - Zara

E in fondo al canale eccomi al primo angolo retto della banchina, dove inizia il lato corto liscio e pulito e l’unico elemento che separa dal mare è un marciapiede che conserva tracce del vecchio approdo dei traghetti con enormi parabordi e ormeggi di ferro arrugginito.

Percorrendolo fino in fondo si raggiunge la Riva, il lungomare, quel lato lungo di Zara in cui la città stringe ogni giorno un patto con il mare senza la mediazione di imbarcazioni all’attracco.

Ora c’è una lunga serie di scalette in pietra o in acciaio indispensabili a chi non resiste alla tentazione di tuffarsi. Ma non è solo l’abbondanza di blu ad essere invitante, questo è l’angolo più magico della città perché non ci si aspetta di essere ipnotizzati dalla musica. Sotto i piedi nella pietra chiara si aprono degli strani buchi e un’ampia scalinata che porta direttamente nel mare. E’ l’Organo Marino, una struttura architettonica in cui sono incorporate delle canne d’organo che giorno e notte suonano alimentate dal movimento delle onde. Zara - Organo Marino

Qui bisogna venirci la sera, non solo per note più nitide e meno disturbate dagli schiamazzi del giorno, ma anche per il Saluto al Sole, un grande cerchio di pannelli solari incastonato nella pavimentazione della Riva. Quando fa buio la tonda piattaforma si diverte a sparare giochi di luce e colori come uno schermo in tilt, è il suo modo per buttar fuori l’energia elettrica accumulata durante il giorno.

La Riva prosegue per un lungo tratto accompagnata dai colori di aiuole e zone verdi. Da questa parte non ci sono le mura, riemergono solo alla fine dove la zattera si riallaccia al resto della città in corrispondenza del canale della Foša, grazie alla Land Gate, la Porta di Terra FermaZara- vista mare da Riva

Dietro la Riva si alternano palazzoni costruiti in varie epoche del Novecento. Alcuni restano più a ridosso del lungomare, altri hanno fatto un passo indietro a favore dei giardini pubblici. Ed è proprio da uno di questi palazzi che si affaccia la finestra dell’appartamento dove alloggio. Il lusso più grande di questi dieci giorni è avere, appena alzata e prima di andare a dormire, una vista mare che dalla Riva si estende fino ai contorni dell’isola di Ugljan.

Zara, 15 agosto 2019

© Riproduzione riservata – Immagini de La Sere

Viaggio a Zara: la città sulla penisola che sembra un’isolaultima modifica: 2019-08-28T21:59:29+02:00da lesenedelase
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