Viaggio in Bretagna: il castello di Fougéres

E’ deciso oggi si va al Castello di Fougéres. Incerta tra i menhir di Carnac o Port Aven – paese che sa di impressionisti, mulini e biscotti – alla fine opto per un giro nell’entroterra. Fougères castello 3

A colazione rivaluto decisamente Le Branhoc Hotel. Ieri, il primo impatto con lo stile un po’ vintage di moquette e stanze con manopole rotonde a pulsante, mi riportava in quei motel americani un po’ vetusti che si vedono nei film.

In realtà, pur nell’essenzialità e nell’aspetto retrò, questo albergo ad uno sguardo più attento svela dei particolari interessanti. Di sera nella hall si accende un piccolo angolo lettura con poltrone e abat jour. La mattina dai finestroni della sala colazione si apre uno spazio verde, la luce rende più vivaci i cimeli a tema navigazione appesi alle pareti e i proprietari sono in fermento tra cucina e buffet per accertarsi che non manchi nulla.

Fougères castello 1Da Auray a Fougéres sono circa centoottanta chilometri di autostrada semi deserta. Se ne vanno via lisci in due ore. In auto smanetto con la radio e fuori sfilano colline tappezzate di riquadri verdi-marrone-giallo, a tratti sonnecchianti sotto ciuffoni di nuvole basse.

Le aree di sosta somigliano più a zone pic nic, qui è raro trovare autogrill, quel che va per la maggiore è un parcheggio immerso nel verde con un furgoncino che offre dolci, gelati e caffè sotto una tenda a righe bianche e rosse.

Fougéres e il suo castello sono una cosa sola, o forse meglio dire che lo sono stati e chissà probabilmente vorrebbero esserlo ancora. La struttura del castello è immensa e quel che oggi è visitabile come museo, in realtà è solo una parte della costruzione originaria.

Fougères castello 4Quando arrivo, tra una foto e l’altra si fa tardi e l’orario mattutino di visita del castello sta per terminare. Così, in cerca di un posto dove pranzare, risalgo la collina su cui è appoggiato il centro della cittadina, e pian piano vengo inghiottita dal giardino di Val Nancon.

Improvvisamente circondata da ruscelli, fiori, piante, cinguettare di uccellini e casette medievali da fiaba, scopro un altro tratto di cinta muraria e torri da cui si affacciano le finestre di diversi appartamenti. Ebbene sì, qui ancora c’è chi può sfoggiare il titolo di castellana!

Il pomeriggio nel Castello di Fougères mi diverto a fare il giro sulle mura per curiosare in tutti gli angoli dell’orizzonte. La cosa più simpatica sono le torri fatte di coni appuntiti appoggiati su robuste forme cilindriche – per me conferma che la bellezza sta sempre in ciò che è rotondo e cicciotto.

Fougères castello 2

Nell’aria risuona la voce di un’animata visita guidata per un gruppo di bambini, io intanto faccio su e giù da una torre all’altra. Attratta da interni bui animati da giochi di luci, arrivo sempre fino in cima, sperando di trovare il mago Merlino e il gufo che confabulano su Semola come nel cartone animato de La Spada nella Roccia.

Quel che trovo invece è la spettacolare visione d’insieme di Fougères, gli occhi rimbalzano su un intreccio di forme e colori tra lo snodarsi di mura, prati verdi, piccoli specchi d’acqua, chiese con il tetto a punte e file di casette di pietra che corrono su per le colline.

E quando il cielo grigio decide che è ora di mollare un bell’acquazzone, mi fermo un po’ nel bookshop e poi riprendo il viaggio verso Le Petit Porcon, il casolare disperso nelle campagne di Saint-Méloir-des-Ondes che mi ospiterà per le prossime tre notti.

Fougères castello 5

La serata termina con un primo giro a Saint Malo, ma è proprio veloce perché tira un inospitale vento freddo. Per cena trovo riparo da Au Cop De Canon, ristorante che fa un po’ vecchia taverna frequentata da armatori. È perfetto per chi, come me, ama la carne e neanche tenta il paragone con piatti di pesce. Qui mi scaldo in compagnia di tagliata di manzo, patate al forno e un immancabile bicchiere di sidro bretone.

Prima di andare a dormire la giornata mi rifila un’altra piccola avventura. Rientrando al B&B, subito fuori da Saint Malo, io e la White Polo veniamo improvvisamente avvolte da un velo nero, è il buio pesto della campagna bretone. Per fortuna si tratta di pochi chilometri, sparo gli abbaglianti al massimo e mi affido al navigatore.

Saint-Méloir-des-Ondes, 26 aprile 2019

Per un attimo intravide, nell’oscurità, la massa bianca dei pescherecci ancorati l’uno accanto all’altro e, contro il cielo, la ragnatela dei pennoni, delle sartie e degli amantigli.

Da Le signorine di Concarneau di Georges Simenon

© Riproduzione riservata – Immagini de La Sere

Viaggio in Bretagna: il castello di Fougéresultima modifica: 2019-05-14T18:37:45+02:00da lesenedelase
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