É un buon inizio?

Il primo post dell’anno è spiazzante come l’inizio di un anno nuovo. Gli inizi mi mettono in difficoltà. Sarà diffidenza, prudenza o pigrizia, ma nella mia indole c’è sempre stato il lasciare che a iniziare siano gli altri. Lo scatto di entusiasmo di solito me lo riservo per un secondo tempo. Gli inizi sono così carichi di aspettative che sembrano facile trappola per delusioni certe. chi ben comincia

L’inizio dell’anno se fosse un colore sarebbe bianco, quel bianco che disorienta come la nebbia per chi è in cammino e una pagina bianca per uno scrittore.

Gennaio è sempre un po’ in salita. Le luci delle Feste si spengono e ricomincia la solita vita: alzarmi presto, giornate intere fuori casa tra ufficio e mezzi pubblici, la sera viene buio troppo presto e per la prossima festa, Pasqua, bisogna aspettare metà aprile. Se poi ci si mette l’ottimismo che infondono i bilanci della pandemia è presto detto il perché io sinceramente preferisco spendere un pezzo di malinconia in più per l’anno passato che puntare tutto su quello nuovo.

Che poi il tempo scorre lo stesso, l’anno ha sì cambiato numero ma io più o meno sono sempre quella dell’anno scorso. Cioè di qualche giorno fa. Ed entro la fine della settimana neanche ci penserò più che è un nuovo anno.

Il vero nuovo inizio per me è stato a settembre con il ritorno all’università ed ora si avvicina la resa dei conti. E è proprio lo studio che mi ha permesso di iniziare l’anno alla grande. Tra pochi giorni inizia la prima sessione d’esami e dal 31 dicembre ad oggi ho trascorso le mie ferie in smart studingSono stata qui a casa ad ascoltare a raffica lezioni di informatica e a cercare di capire come mettere in pratica almeno un paio di istruzioni del linguaggio C. Per il resto ho riordinato un po’ casa, preso un po’ di aria con le mie solite camminate e fatto un giretto in Cornovaglia con il libro La balena alla fine del mondo.

È un buon inizio? Non so, forse non tanto perché sono stata parecchio davanti al pc. E poi, per quanto full sia stata la mia immersion, ho bisogno di altro tempo e ora che ricomincio a lavorare sarà un po’ più difficile far convivere le due cose. Eppure questi giorni non proprio riposanti mi hanno dato soddisfazione. Ho molte incertezze su come raggiungere una preparazione adeguata per affrontare l’esame, ma rimettermi a studiare mi dà un senso di fiducia. Ho una nuova strada da seguire e sto cercando di imparare cose nuove. Studiare è come essere in meditazione, devi fermarti e dedicarti solo a quello. Trovare in questi mesi il tempo per dedicarmi allo studio ha rinforzato il mio spirito di iniziativa e ha spazzato via un po’ di pigrizia, non voglia e lamento.

E quindi sì direi che è un buon inizio, negli ultimi anni convivere con una pandemia, tra bollettini, cautele e paure, si è spento un po’ l’entusiasmo del fare e ogni cosa, dal lavoro alla spesa, si vive come più incerta e complicata. E allora ben venga un passo di fiducia verso l’inizio e benvenuti siano il tempo e le idee che un nuovo anno porta con sé.

Buon inizio 2022!

© Riproduzione riservata – photo credit La Sere

É un buon inizio?ultima modifica: 2022-01-09T22:47:49+01:00da lesenedelase
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