In treno da Bad Gastein a Bolzano pensando alla Croazia di Rebecca West

Sono partita da Bad Gastein come se fossi in fuga. Per stamattina l’intenzione era di alzarmi per tempo e fare le cose con calma, ma tra il dire e il fare non si sa come la sveglia è suonata esattamente un’ora dopo le previsioni. Stazione OBB Creifenburg - Weissensee Austria

Così al binario ci sono arrivata col fiatone e giusto in tempo per la staffetta di treni con destinazione finale Bolzano. Di lì poi ho preso un Flixbus per tornare a Bergamo.

Gran parte del mio viaggio a Bad Gastein si è concluso ieri, con ancora qualche minuto al cospetto della cascata dell’Ache. Ma prima di dare spazio ai pensieri del rientro c’è ancora un pezzo fondamentale: le cinque ore di treno da qui a Bolzano da trascorrere con il naso incollato al finestrino.

Raggiungere Bolzano da Bad Gastein in treno è possibile ma richiede una certa attenzione. OBB fornisce una perfetta combinazione di orari e coincidenze e al biglietto allega un planning dettagliato fino al numero del binario. Ma cambiare treno a Spittal, poi a Lienz e a Fortezza, significa tenere sempre a portata di mano la tabella di marcia, onde evitare di girare a vuoto per l’Austria o di ritrovarsi a Budapest.

Con questo punto fermo, non resta che prendere posto e godersi l’inseguimento dei due binari che di valle in valle riportano in Italia. Per quasi tutto il tragitto il treno semi deserto corre gomito a gomito con il fiume Drava e le montagne, che solo ogni tanto si fanno più stette e minacciose, per lo più si allargano e moltiplicano all’orizzonte, lasciando il primo piano a prati, abeti, capanni per la legna e chiese a punta.

Dolomiti viste dal Treno Austria ItaliaIl treno al suo passaggio rompe per qualche minuto la quiete di questi piccoli paesi, in cui se esiste un angolo rumoroso non può che essere il passaggio del treno alla stazione: una casetta in pietra, presidiata da un omino col berretto rosso.

E quell’omino è l’unico che riesce ad attrarre l’attenzione di queste quattro/cinque carrozze tirate da un filo e a fermarle, trattenendole però solo per qualche minuto. Presto infatti devono ripartire trascinate fino alla prossima casetta di pietra dove ci sarà un altro omino col berretto rosso a dare il suo Alt.

Il viaggio in treno è un’occasione per riposare, ma non certo per dormire. Un ritmo e uno stato d’animo che sono la metafora di questi giorni. Non so se sia per effetto dell’acqua miracolosa di Gastein, della montagna o dell’Austria, ma sto tornando a casa con l’idea che il tempo sia trascorso con equilibrio, senza noia né fretta. Mi sento piena di tranquillità ed energia.

E’ la prima volta che scelgo la montagna. Non nego il fascino delle verdi forme appuntite. Se penso alla vista che si ha di Bergamo e dei suoi colli, in autostrada o in treno venendo da Milano, con le montagne sullo sfondo, non posso certo dire mi abbia mai lasciata indifferente. Anzi se dietro la mia città non ci fossero le montagne Bergamo perderebbe metà del suo fascino.

Ma nelle mete di viaggio sinora ho sempre preteso la presenza di una massa d’acqua. Mare, oceano o lago, non importa, una distesa d’acqua – forse proprio quel che manca a Bergamo città – è sempre stata per me l’unico posto in cui posso lasciarmi andare mettendomi in ammollo, ma anche lo sfondo insostituibile per raccogliere o disperdere i pensieri. Austria capanno legna Dorfgastein

Se questa volta ho cambiato idea scegliendo la montagna, l’Austria e soprattutto Bad Gastein è stato grazie a Rebecca West.

Ho scoperto Bad Gastein lo scorso anno di ritorno da Spalato, leggendo La Croazia di Rebecca West, un libro in cui la giornalista inglese ricostruisce i viaggi che ha fatto nei Balcani a fine anni ’30. Rebecca West mentre attraversa la Croazia parla di un popolo e un paese la cui storia è strettamente legata all’Austria, anche se nomina Bad Gastein in un passaggio molto veloce legato ad un episodio successo a bordo del treno che da Salisburgo la portò a Zagabria.

Da una frase su Bad Gastein ne è seguita la solita banale ricerca in Google ed è bastata la vista dello Spiegelsee am Fulsek per farmi pronunciare la profezia voglio vedere questo posto e mettere in moto tutto ciò che sarebbe servito a realizzarla.

Ed è pazzesco come Bad Gastein – di cui mai avevo sentito parlare prima – e l’Austria – paese che mi sono ritrovata per la prima volta a pensare come meta – fossero già tra i miei prossimi luoghi ancor prima che Rebecca West mi desse il suo indizio. Bad Gastein cascata Ache in basso

In uno dei libri che ho portato con me a Bad Gastein – Sissi di Nicole Avril – ho messo il segnalibro che ho ricavato plastificando quelle quattro pagine di un vecchio libro in tedesco che ho trovato lo scorso agosto per strada a Stari Grad, sull’isola di Hvar in Croazia.

Un ritrovamento lì per lì senza senso, che con il tempo ha assunto un significato molto preciso, ovvero che di lì a poco avrei avuto il desiderio di conoscere l’Austria, mettendomi in viaggio per Bad Gastein.

E ora mentre riparto da Bolzano per tornare a casa e chiudo il diario di questo viaggio, mi rendo conto che in questi giorni oltre a fare incetta di tranquillità ed energia, tra le montagne dell’Austria non ho mai sentito la mancanza di quella distesa d’acqua che sempre deve esserci nelle mie mete, perché, come ho già raccontato, l’acqua è la vera ricchezza di Bad Gastein.

Bolzano, 25 aprile 2018

“Mentre parlava, la donna fece scivolare lo sguardo al di sopra della spalla di mio marito e a un tratto gridò: ‹‹Guardate, stiamo passando tra montagne meravigliose! Wunderbar! Fabelhaft! Ach, queste devono essere le Dolomiti!››. ‹‹No, non sono le Dolomiti››, disse mio marito, ‹‹questa è la valle che sale verso Bad Gastein››”.
Da La Croazia, viaggio in Iugoslavia di Rebecca West

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In treno da Bad Gastein a Bolzano pensando alla Croazia di Rebecca Westultima modifica: 2018-06-11T19:17:50+02:00da lesenedelase
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