Ritorno in Val di Ledro

La ricerca della bellezza è per me una costante ma quando ce l’ho a portata di mano, come in Val di Ledro, per pigrizia la trascuro e non sono più in grado di vederla. Probabilmente quando sono circondata dalla bellezza penso che sia sempre lì, ho tutto il tempo per apprezzarla, posso farlo quando voglio poi però vado a cercarla altrove. Lago di Ledro

La Val di Ledro, come ho già scritto, è uno dei miei luoghi, riconosco la sua bellezza, sono da sempre attratta soprattutto dal lago d’estate per nuotare e durante l’anno per osservare come la sua acqua turchese sa incastrarsi a perfezione nei colori intorno che cambiano a seconda delle stagioni. A Ledro ci sono scorci di bosco e di verde che negli ultimi anni mi sono imposta di conoscere meglio, opponendomi alla tendenza di fare sempre più o meno le stesse cose.

Fino a qualche anno fa, soprattutto prima di internet e i social, la Val di Ledro era un posto quasi inesplorato dai bergamaschi, o almeno da quelli che conosco io. Negli ultimi anni però sono in molti ad apprezzarne il paesaggio, la tranquillità, l’aria fresca e le passeggiate nella natura, così sempre più spesso sono gli altri ad indicarmi luoghi dove non sono mai stata.

Il 2020, questo anno particolare di lockdown e incertezza, mi ha insegnato a riconsiderare quel che ho, inclusi i luoghi di sempre. Invece di fuggire in un posto nuovo, per le due settimane di ferie d’agosto, ho deciso di tornare in Val di Ledro e viverla, riscoprirla togliendomi dalla pigrizia dell’abitudine. Mi sono imposta ogni tanto di prendere e andare come faccio quando sono in viaggio. In questo modo le mie vacanze non sono state solo riposo e tempo in famiglia ma anche esplorare un luogo di sempre con l’entusiasmo di chi lo vede per la prima volta. La Ponale

Finora non ero mai stata a Ledro Land Art un bosco in località Pur che da ben otto anni (2012) colleziona opere d’arte fatte con materiali semplici come legno, pietra e ferro. Ad oggi sono più di venti e l’atmosfera è una via di mezzo tra la caccia tesoro nel bosco e l’uscita di un circolo fotografico. Luci, ombre, forme astratte e vegetazione rendono una sfida riuscire a catturare ciascuna opera con un solo infallibile scatto. La visita nel bosco d’arte è stata senza accorgermene un piccolo viaggio di quasi due ore in full immersion dove ho perso completamente il senso del tempo.

Prima di andare in spiaggia, un pomeriggio mi sono messa in assetto trekking e sono andata finalmente a cercare il sentiero che raggiunge il punto panoramico sopra la località Besta, lì l’intera sagoma del lago di Ledro rimpicciolisce insieme a palafitte, spiagge, campeggi, strade e case e tutto è abbracciato e protetto dallo sguardo della Madonnina di Besta.

Una mattina sono partita a piedi da Tiarno di Sotto e ho percorso la strada che porta al Ponte Romano di Croina, lo faccio spesso ma questa volta sono andata oltre, più su fino ad incrociare la strada che scende di nuovo in paese passando dalla chiesetta di San Giorgio. È un percorso silenzioso interamente nel bosco che offre prima la frescura dello scrosciare dell’acqua e poi uno sguardo che si perde in prati verdi e qualche vecchia baita.

Dopo tantissimi anni sono tornata a ripercorrere la Ponale per intero da Biacesa a Riva del Garda. Non c’è molto da dire sulla Ponale perché è ormai una star indiscussa della zona dell’Alto Garda e Ledro. Ma incantano sempre la vista a strapiombo sul Garda, l’imponenza delle montagne bianche e verdi e come la strada taglia diagonalmente questa spaventosa verticalità. Sembra una ferita incisa con decisione nella roccia mentre sotto il lago, incurante, lambisce i piedi delle ruvide rocce bianche con la consistenza di una gelatina verde-blu. Prà Alpesina

E poi sono tornata sul Monte Baldo. Una mattina sono salpata con il battello da Riva del Garda e sbarcata al porto di Malcesine, da lì sono salita in vetta con la Funivia Malcesine – Monte Baldo. Arrivata sull’altopiano a milleottocento metri l’aria fresca e la vista su quasi tutto il lago di Garda, mi hanno ispirato una tappa nuova, ho raggiunto la seggiovia di Prà Alpesina e sono scesa a fare due passi in quell’immenso fazzoletto di prato sospeso tra diverse cime del Baldo.

Ognuna di queste piccole avventure mi ha confermato che per cercare la bellezza non c’è bisogno di andare lontano, ma per prendere e andare è necessario guardare un luogo con gli occhi di chi lo visita per la prima volta non sapendo se e quando ci tornerà.

Ledro, 8 – 23 agosto 2020

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Ritorno in Val di Ledroultima modifica: 2020-08-29T23:09:05+02:00da lesenedelase
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