Splendi come vita di Maria Grazia Calandrone

Splendi come vita di Maria Grazia Calandrone è un romanzo autobiografico in cui una figlia racconta il doloroso sgretolarsi del rapporto con la madre adottiva. splendi

La vita ci ignora, ignora soprattutto i pregiudizi e l’ovvio.

Maria Grazia viene abbandonata nel parco di Villa Borghese a Roma all’età di otto mesi. È figlia di una relazione nascosta e la madre poco dopo si suicida buttandosi nel Tevere. Affidata ad un brefotrofio, la piccola viene adottata da una coppia di ultraquarantenni: una professoressa di lettere e un parlamentare del Partito Comunista.

Il padre, uomo affascinante e figura di rilievo nel movimento politico, è spesso in viaggio. Maria Grazia è sempre con la mamma, la porta con sé nelle assemblee, in gita scolastica e a lezione viene messa sulla cattedra, come un oggetto prezioso da esibire.

Nei primi anni il legame è fatto di complicità ed amore. Alla mamma piace raccontare del primo incontro con la figlia, lo considera un innamoramento subitaneo, fiabesco, reciproco e definitivo. Mamma cura tutti i mali con la pomatina, compra le patatine Pai anche se fanno male e addormenta la figlia raccontandole i miti greci. Eppure nei sui occhi si insinua la tristezza, un’assenza destinata a degenerare in violenza e persecuzione.

Mamma dove sei? A volte mamma vede solo quello che ha perduto. Allora io l’abbraccio e le dico Mammina. Vuol dire Non lasciarmi qui sola.

Maria Grazia nei primi anni riesce far felice la mamma inventando il mondo e quando il padre muore si trasforma in guardia del corpo, poi però col tempo ogni attenzione è inutile, anzi delude. A dolcezza e malinconia subentrano durezza e disprezzo e Mamma nel racconto viene sostituito con Madre. La figlia diventa bersaglio di accuse e insulti. È colpa di Maria Grazia se Madre ha mandato via di casa il padre, Madre mette la figlia in collegio per due anni, Madre denuncia la figlia per percosse.

Il libro è la cronaca emotiva di un rapporto che cade nel Disamore. Con la precoce dichiarazione di non essere la mamma vera affiora la fatica di convivere con un sé falso, quel ruolo mancante che la lega alla figlia: si dice madre pur non avendo avuto figli. E a questo farsi cupa e violenta la figlia risponde sempre e comunque con amore e protezione: tenta di riportarla alla vita dipingendo e scrivendo poesie, resiste, accetta e si prende cura di lei senza mai abbandonarla.

Questa solitudine violenta è la donna che amavo, più della vita.

Splendi come vita è tra i cinque libri finalisti dell’edizione 2021 del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo.

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Splendi come vita di Maria Grazia Calandroneultima modifica: 2021-03-31T18:39:02+02:00da lesenedelase
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