Viaggio a Dubrovnik: spiagge all’ombra delle mura

Oggi la giornata inizia in spiaggia e, può sembrar strano, ma di nuovo si tratta di una questione di libri: nel pomeriggio è aperta la biblioteca della Old Town ed è una tappa che non posso perdere. Dubrovnik - spiaggia Buža 1

La spiaggia che ho in mente in realtà me la devo guadagnare, o meglio la devo trovare. Esco di casa presto decisa a riprendere una ricerca che il primo giorno avevo lasciato a metà; devo assolutamente raggiungere il tipo di spiaggia che a Dubrovnik va per la maggiore: la Buža.

Per Buža in realtà si intende una porticina che attraversa le mura e, come un passaggio segreto, crea una via di fuga dagli afosi vicoli della città catapultando, senza intermezzi, sui ripidi scogli che guardano il mare aperto.

Varcata la soglia ci si trova subito a scendere su un grappolo di rocce chiare rimodellato dal cemento con piccole piazzole, dove stendere il telo mare, e scale che accompagnano fino al pelo dell’acqua salata. Anche se, per una come me poco o niente atletica, rimettere piede sulla terra ferma è meno semplice di quel che sembri.

Di queste porticine nella Old Town ce ne sono almeno due e sono sul lato sud ovest delle mura. Una spiaggia l’ho intravista il primo giorno ma è molto piccola, piuttosto ripida e molto gettonata dai clienti del bar che ha tavoli con vista da brivido sparsi qua e là sugli scogli. Più a sud però sono sicura ce n’è un’altra più grande, l’ho vista quando ho fatto il giro delle mura.

Stare nella spiaggia della Buža è come essere sospesi tra due mondi. Se si guarda il mare e l’isola di Lokrum si ha una sensazione di spazio infinito. A maggior ragione oggi che il mare è una tavola color grigio-azzurro e la foschia del cielo nasconde lo stacco dall’orizzonte. Dietro invece si è coperti dalla netta imponenza delle mura, che non danno l’idea di voler buttar fuori dalla città, quasi respinti per averle voltato le spalle, la sensazione è più quella che siano una presenza protettiva e rassicurante a cui aggrapparsi se mai tutto quell’infinito osasse creare smarrimento.

Dubrovnik - Buža A volte penso che Dubrovnik sia la città perfetta per un gemellaggio con Bergamo. Più la guardo, più mi si staglia davanti il fascino di queste mura e più penso che la Old Town sia un po’ come se si prendesse Città Alta, la parte di Bergamo arroccata sui colli, e si appoggiasse sul mare.

La spiaggia della Buža è più tranquilla di quanto pensassi. Nonostante sia in città, più di una piazzola è libera. Forse perché stamattina il cielo è un po’ velato. Fatto sta che la porticina diventa trafficata solo verso le undici. La curiosità e il bar (ce ne è uno anche qui) creano un discreto via vai. Chi arriva però si ferma poco: un paio di foto, un tuffo, qualcuno sguinzaglia un drone per un rapido volo e poi via, avanti il prossimo.

Resto finché l’andirivieni è sostenibile, così come il sole, che nel frattempo si è rifatto vivo. Poi torno in città, mangio al volo un panino di Mlinar ed eccomi pronta per la biblioteca.

L’esperienza è un po’ imbarazzante. Salgo rampe di scale che sembrano infinite e poi provo ad aprire almeno un paio di tutte queste porte chiuse. Trovo stanze in cui non mi arrischio ad entrare per non disturbare bibliotecari sommersi da pile di libri. Entro in uno stanzone con l’aspetto più da salone da ballo e poi mi fermo in una sala studio con vetrine chiuse a chiave che custodiscono gelosamente volumi antichi. E per terra qua e là scatoloni di libri da sistemare.

Quello che mi prefiguravo era sedermi un po’ tra antichi scaffali e aggiornare il mio diario di viaggio o sfogliare qualche libro, giusto per immergermi in un’atmosfera di stratificazioni di carta stampata dell’antica Ragusa. Sono invece in una grande stanza con due bibliotecari che vegliano sulla situazione seduti dietro scrivanie illuminate da lampade da tavolo verdi, di quelle che si vedono sempre nelle biblioteche dei film americani. Dubrovnik - spiaggia Buža 2

Cerco di darmi un tono segnando qualche titolo sul diarioL’Italia ritorna in Dalmazia, Abschied in Ragusa… – ma mi rendo conto che conciata come sono – short, infradito, borsa mare e occhiali da sole – temo di non essere credibile come topo da biblioteca. Così mi arrendo e me ne vado. Nell’androne di ingresso trovo ancora – e nella stessa posa – la signora che si è addormentata stringendo nella mano sinistra qualche pagina di giornale. Forse questa scena, quando sono entrata, doveva già dirmi qualcosa sull’agosto bibliotecario di Dubrovnik, forse non è la stagione più adatta per i topi da biblioteca e forse non solo a Dubrovnik è così.

L’ultima tappa della giornata è un’altra spiaggia fuori dalle mura. Si trova all’estremo sud est della Old Town, oltre il faro del vecchio porto. Ed è perfetta per chi come me si sente una braciola arrosto dopo mezz’ora al sole. Questi scogli sono un po’ più affollati di quelli della Buža, ma i bagnanti diminuiscono di pari passo con l’avanzare dell’ombra delle mura, l’abbraccio scuro e fresco che io invece sto aspettando.

Dubrovnik - spiaggia faro

In serata ceno in appartamento seduta al tavolo esterno. Immancabile è la visita la signora Maria che aspetta nuovi arrivi per l’altra casa. Stamattina oltre al caffè voleva darmi per cena un po’ della poltiglia di riso e verdure che teneva in frigo in un pentolone gigante. Purtroppo per lei sono abbastanza diffidente nei confronti delle cuoche che non conosco, quindi di nuovo non me la sono sentita di accettare.

Ormai mi rassegno, finché sono qui devo metterli in conto i suoi tentativi di approvvigionamento, che comunque ad ogni mio diniego non battono ciglio. Credo sia impensabile per lei l’idea che si viaggi da soli non necessariamente perché si è soli, ma semplicemente per il piacere di stare in compagnia di se stessi.

Dubrovnik, 24 agosto 2018

Attraverso la Buža potei vedere la distesa del mare, infinita, autenticamente mistica; fu una scena straordinaria, forse la più bella tra quelle che mi sono rimaste impresse nella memoria, la più completa e nitida“.
Da La città nello specchio di Mirko Kovač

© Riproduzione riservata – Immagini de La Sere

Viaggio a Dubrovnik: spiagge all’ombra delle muraultima modifica: 2018-09-27T22:55:53+02:00da lesenedelase
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