Viaggio a Madera: a Santana a caccia di casas de colmo passando per il bosco

Oggi ci aspetta un altro must di Madeira: le casas de colmo di Santana, casette a punta colorate col tetto di paglia che la Lonely Pocket mette in elenco tra i “da non perdere”.  casa do colmo Santana

La benedetta-app come da previsioni stanotte ha fatto l’upgrade e stamattina Santana non ci frega come ieri, alle 10,30 siamo già sul bus pronte ad affrontare un pezzo della salita al Pico do Arieiro per scollinare e raggiungere il nord est dell’isola.

Ma prima di tutto è domenica e io devo andare a messa. Del resto non ci sono scuse alloggiamo in uno degli Apartamentos da Sé, un nome inequivocabile: Sé in portoghese significa cattedrale. La chiesa principale di Funchal è a due passi da noi.

Della messa in portoghese capisco solo che il Vangelo di oggi ha a che fare con l’agricoltura, in compenso ho un’oretta per starmene qui a respirare il fascino della Cattedrale. La Sé da fuori sembra molto più piccola di quel che è, credo sia per via dello stile minimal di forme e colori giocato sul contrasto bicolor tra intonaco bianco e inserti di pietra scura. Solo entrando si percepisce la maestosità.

Cattedrale Sè Funchal - campanileAll’interno la chiesa pur restando semplice nella struttura, custodisce altari che sono gioielli barocchi talmente carichi d’oro, statue e grovigli attorcigliati, che quasi viene da chiedersi se sia la stessa chiesa. E tutta questa ricchezza di arte sacra, accecante nel suo splendore, attira e frena allo stesso tempo, imponendo una certa soggezione.

Anche qui come a Porto si trovano azulejos. A Madera però le piastrelline bianche e blu sono una presenza più discreta. Nulla a che vedere con le pareti interamente ricoperte di lucidi quadretti di ceramica che è facile trovare nella città dell’estremo nord del Portogallo.

Le azulejos nelle chiese di Madera ornano una parte delle pareti interne o formano solo qualche piccolo puzzle di ceramica incastonato sulle pareti esterne. Tutte le chiese poi hanno un simpatico gioco di rombi di ceramica che riveste la cima piramidale del campanile.

Sugli altari invece si trova sempre una composizione di fiori. Del resto Madera è nota come l’isola-giardino, ed è giusto che offra i suoi frutti più preziosi al Signore, la chiesa così è sempre vestita a festa. Cattedrale Sè Funchal interno

Il viaggio in bus da Funchal a Santana passando per l’entroterra, dura meno di un’ora e mezza. Un arco di tempo molto breve se si pensa che corrisponde ad un percorso che parte dal livello zero dell’Oceano e all’apice arriva ben oltre i mille metri in soli venti/trenta minuti.

Il bus risale i tornanti della collina di Funchal e ci proietta in mezzo al verde. Ma il paesaggio dell’entroterra è diverso da quello visto sinora. Qui ci sono prati di un verde selvaggio e brillante, felci e fiori. E ogni tanto spuntano gruppi di tronchi di lauri alti, grigi e spogli avvolti da micro-nuvole. Sono come artigli giganti che cercano di stringere delicatamente batuffoloni di cotone. E di nuovo mi ritrovo a pensare, come quando abbiamo attraversato le montagne di velluto nell’entroterra tra Ribeira Brava e São Vicente, se mai qualche scrittore abbia colto gli spunti fantasy che regalano questi paesaggi.

colline sopra FunchalSu alcuni tronchi di lauro ci sono dei segni scuri di un fuoco che è stato spento non si sa da quanto tempo. Ma quegli artigli e quelle nuvolette bianche dicono chiaramente che la vegetazione per quel fuoco ha sofferto e ora vuole essere lasciata in pace per un po’.

E mentre si intravedono qua e là dei cartelli con il divieto assoluto di accedere fiamme, improvvisamente tutto intorno diventa fitta e appuntita vegetazione color verde scuro: questa volta ad inghiottirci è un bosco di conifere, larici penso.

Il pullman continua imperterrito a salire, fa poche fermate da queste parti, del resto le ultime case le abbiamo viste poco sopra Funchal. Siamo in montagna e ci si ferma solo in occasione di un paio di costruzioni che hanno tutta l’aria di essere dei rifugi, presidiati da piccole comitive armate di scarponi e bastoncini da trekking, pronte ad imboccare i sentieri che portano al Pico do Arieiro o forse intendono proseguire fino al Pico Ruivo, la cima più alta dell’isola, che si alza oltre i 1860 metri.

Poco dopo iniziamo a scendere, sempre in mezzo al bosco. E di nuovo incontriamo un ristorante-rifugio e delle vasche per l’allevamento di trote. Pian piano ritorniamo alla civiltà, il bosco non c’è più, la vegetazione scura inizia a mescolarsi a prati verdi coltivati ad orti in mezzo ai quali iniziano a sbucare capanni per gli attrezzi che hanno la  stessa forma a punta delle case che stiamo cercando. Faial - Madeira

In questa zona dell’isola sono pochi i terrazzamenti, non ci sono bananeti, né vigne, ma solo orti e fiori. Siamo a Faial, non manca molto a Santana. E a ricordarci che siamo su un’isola è l’Oceano. La costa resta alta e scura e il contrasto con i blu della massa d’acqua imbronciata e il verde della vegetazione, pur essendo uno spettacolo che non fa che ripetersi a Madera, sorprende e incanta sempre come la prima volta.

Ad annunciare il nostro arrivo a Santana è una coppia di casas de colmo (case di paglia) che compaiono improvvisamente dietro una curva. Sono talmente belle nei loro colori bianco, blu e rosso sotto il cappello di paglia a punta, che io non vedo l’ora di scendere dal bus e iniziare la caccia per scovarne il più possibile e collezionarle come figurine. La Bradt dice che erano le antiche case rurali dell’isola, ora ne restano circa un centinaio e sono concentrate nel distretto di Santana e dintorni.

Come sempre abbiamo lasciato il caldo di Funchal per un tempo variabile, le nuvole vanno e vengono e ogni tanto arriva qualche raffica di vento che ha un sapore autunnale più che primaverile. Insomma il nord di Madera, ormai lo sappiamo, richiede un corredo minimo di pile&pashmina per essere affrontato con serenità.

casa de colmo 2 SantanaIl richiamo turistico di Santana sembra incentrato per lo più sulle casas de colmo. Ci sono diverse ricostruzioni sulla via principale, a fare da esche per i turisti in cerca di scatti artistici, e attrarli verso ristoranti e negozi.

Per il resto il paese è molto tranquillo, tra autoctoni e chi è di passaggio ci sono poche persone in giro. Noi ci addentriamo in vie e viuzze secondarie e alla fine della nostra caccia al tesoro non facciamo un gran bottino. Le vere casas de colmo vanno scovate nei giardini e negli orti delle case. Sono più frequenti le ricostruzioni con serramenti in pvc e tetto di laminato. In versione original, tutte di legno col tetto di paglia ne avvistiamo giusto un paio.

La Bradt che dice che è facile ottenere l’invito di qualcuno a visitare l’interno di una casetta ed è ben accetto ricambiare con un piccolo obolo. Di fatto noi incontriamo un signore dall’aria poco affidabile, da cui per sicurezza ci teniamo alla larga. Poco dopo cadiamo però nella trappola della signora Maria. Ci aspetta sul cancello davanti alla sua casa de colmo, ci trascina all’interno, vuole che facciamo delle foto e poi inizia a snocciolare una brevissima storia straziante. Una scena per nulla piacevole, da cui ci sottraiamo in fretta evitando foto e lasciando il nostro obolo.

Proseguiamo ripromettendoci di declinare qualsiasi ulteriore invito, che comunque nessun altro abitante si arrischia ad offrire. E quando siamo sufficientemente infreddolite ci rifugiamo per pranzo al bar A Espiga. Il pomeriggio prosegue ancora un po’ a zonzo tra il piccolo borgo di case ricostruito vicino al comune e le vie di Santana. Canico de Baixo spiaggia

Ammazziamo il tempo in attesa del bus per Funchal che al ritorno inaspettatamente cambia percorso e segue la costa est. Questo dettaglio lo vengo a sapere da Benedetta, io ho dormito per quasi tutto il viaggio.

E visto che oggi abbiamo ripreso confidenza con i bus, da Funchal ripartiamo subito per Canico de Baixo, pronte a stendere il telo mare e a goderci qualche ora di spiaggia.

Tornando da Canico cerchiamo su Tripadvisor un ristorante di pesce con i piatti tipici dell’isola. La scelta del locale per la cena oggi spetta a Benedetta, ieri è toccato a me per via del compleanno. Mi confessa con l’occasione che tra le sue aspirazioni culinarie ci sarebbe il bacalhau à madeirense, piatto che non ha ancora trovato in nessun menù. Stasera però il ventaglio dei ristoranti è più ristretto, di domenica molti sono chiusi. Per evitare di andare a letto senza cena, dobbiamo affidarci alla Zona Velha.

Ci sediamo in Rua Santa Maria a un tavolo di O Brinquinho. Cena ottima ma senza il sospirato bacalhau. E a Benedetta non resta che consolarsi pregustando la traversata di domani verso l’isola di Porto Santo.

Funchal, 17 giugno 2018

“Fiori di molteplici specie e colori crescono in esuberanza sotto le frondose cime di alberi robusti e nobili, alberi indigeni, sconosciuti in tutto in Regno, sopravvissuti al grande incendio che, tante decadi fa, ha dato spazio, là in basso, alla costruzione della città“.
Da Violante, occhi di mare di Helena Marques in 12 mesi a Funchal a cura di António Fournier.

© Riproduzione riservata – Immagini de La Sere

Viaggio a Madera: a Santana a caccia di casas de colmo passando per il boscoultima modifica: 2018-07-14T00:11:30+02:00da lesenedelase
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